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Banca d’Italia: puntare su innovazione e fintech per superare la crisi Covid-19


Nelle considerazioni finali il Governatore della Banca d’Italia analizza lo stato e le prospettive dell’economia italiana e del sistema finanziario a fronte delle conseguenze del Covid-19.

 

Le considerazioni finali alla relazione annuale del Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, rappresentano uno dei momenti più importanti per l’analisi dello stato dell’economia e del sistema finanziario italiano.

Chiaramente la relazione di quest’anno non poteva che partire dall’emergenza sanitaria legata al coronavirus e alla relative conseguenze economiche: “È una crisi senza precedenti nella storia recente, che mette a dura prova l’organizzazione e la tenuta dell’economia e della società.”

 

Economia e innovazione

Lo scenario di base della Banca d’italia per il 2020 prevede una flessione dell’attività produttiva del 9%  (-13% in ipotesi più negative) superiore a quanto registrato nelle crisi del 2008 e 2013.

L'incertezza è forte dichiara Visco. "Riguarda non solo l’evoluzione della pandemia ma anche gli effetti sui nostri comportamenti, sulle abitudini di consumo, sulle decisioni di risparmio. Ci si chiede quali nuovi bisogni si affermeranno e quali consuetudini saranno definitivamente superate. E ci si interroga sulle possibili conseguenze, oltre il breve periodo, per l’organizzazione della società e dell’attività produttiva." 

“La pandemia e la recessione aprono scenari di estrema incertezza che rendono molto difficile tratteggiare i contorni dei nuovi equilibri che si andranno a definire. L’incertezza è una ragione in più per rafforzare da subito la nostra economia, per muoversi lungo quel disegno organico di riforme già per molti aspetti tracciato.” ha evidenziato il Governatore nell’indicare come ritrovare la via dello sviluppo, aggiungendo anche che “i ritardi rispetto alle economie più avanzate non possono essere colmati con un aumento della spesa pubblica se non se ne accresce l’efficacia e se non si interviene sulla struttura dell’economia.”

 

Numerosi i richiami di Visco all’innovazione.

“Vi sono però investimenti dai quali non possiamo prescindere, in particolare quelli rivolti all’innovazione nelle attività produttive e al miglioramento dell’ambiente, investimenti che vanno sempre più tra loro integrati.”

“Nonostante l’elevata efficienza e qualità della ricerca italiana, lo Stato investe nelle università circa 8 miliardi, la metà in rapporto al PIL di quanto fanno i paesi a noi più vicini. Anche solo lo spostamento di una frazione modesta del bilancio pubblico produrrebbe un deciso miglioramento della formazione dei giovani e della capacità di produrre innovazione.”

Anche le imprese devono puntare sull’innovazione “per essere competitive devono investire in nuove tecnologie e in innovazione, aprirsi a capitali e professionalità esterne, curare la formazione del personale”.

 

Sistema Finanziario e Fintech

In riferimento allo stato e alle prospettive del sistema finanziario il Governatore sottolinea che “le banche italiane si trovano ad affrontare la crisi in una posizione di maggiore forza rispetto a quella in cui si trovavano prima della doppia recessione del 2008-2013.”  In ogni caso Visco evidenzia che “nel medio periodo, malgrado i progressi conseguiti negli ultimi anni, la profondità della recessione non potrà non avere effetti sui bilanci bancari” indicando anche alcune possibili soluzioni ad eventuali situazioni di criticità (ristrutturazione dei finanziamenti e vendita sul mercato, strumenti che salvaguardino la stabilità del sistema, ecc.).

Il governatore si focalizza poi sui vantaggi dell’innovazione tecnologica per le istituzioni finanziarie.

“Anche nel settore dell’intermediazione finanziaria la crisi sanitaria e le misure di contenimento hanno reso ancora più tangibili i vantaggi delle soluzioni digitali. Non potrà che derivarne un’accelerazione degli investimenti in nuove tecnologie”.

Circa le possibili aree di investimento “sono numerosi i comparti che possono beneficiare dell’innovazione tecnologica: la distribuzione dei servizi, la valutazione e il monitoraggio del merito di credito della clientela, i processi di conformità normativa. Nel settore dei pagamenti al dettaglio, tradizionale incubatore di innovazione, le opportunità offerte dalla tecnologia possono apportare concreti vantaggi ai fruitori dei servizi. L’offerta di prestiti bancari alle imprese attraverso i canali digitali, da noi ancora molto limitata, può registrare un rapido, sostanziale, progresso.”

Infine un annuncio sul Fintech.

“La Banca d’Italia si muove in più direzioni per affrontare i cambiamenti indotti dall’innovazione tecnologica nei servizi finanziari”, ha ricordato Visco. “Stiamo per costituire una struttura dedicata a compiti di impulso e coordinamento in materia di Fintech, nonché di sorveglianza sulla filiera degli strumenti e dei servizi di pagamento al dettaglio”.

Milano centro finanziario del Fintech in Italia. “Intendiamo valorizzare la principale piazza finanziaria del Paese, quella di Milano, quale centro di innovazione digitale di respiro europeo. In questa città verrà costituito un luogo dedicato alla sperimentazione, alla selezione dei contributi di esperti e società indipendenti, italiani e internazionali, alla collaborazione con le istituzioni e le università, al dialogo con gli operatori di mercato”.

La redazione FinancialInnovation.it