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Assicurazioni e la sfida dell’innovazione


Nel 2018 il settore ha conseguito utili netti per 4 miliardi di euro, ma in riduzione del 30% rispetto all’anno precedente. L’innovazione è diventata una priorità per un’industria che deve affrontare sfide vitali e cambiare i modelli di business.

 

La redditività del settore assicurativo (espressa dal ROE, Return on Equity) è passata da quasi il 10,0% del 2017 al 6,9% del 2018. Hanno contribuito al calo entrambi i settori, danni e vita, anche se con percentuali molto diverse: il ROE del settore danni è sceso dal 9,6% all’8,6% mentre quello del settore vita ha subito una marcata contrazione dal 10,0% al 5,6%. È quanto certifica l’ultima relazione annuale dell’ANIA, l’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici.

Nella relazione del Presidente Bianca Maria Farina, inoltre, viene ben evidenziato il ruolo centrale che il settore assicurativo ha nell’economia italiana. Due dati in particolare ne sintetizzano la rilevanza. Primo, gli investimenti degli assicuratori italiani hanno superato gli 840 miliardi di euro, pari a quasi il 50% del PIL. Secondo, il sostegno al debito pubblico è confermato dal fatto che circa il 40% degli investimenti assicurativi è in titoli di Stato italiani e rappresentano il 15% dell’intero stock in circolazione.

Tuttavia lo stesso Presidente dell'ANIA rileva come l’industria assicurativa pur risultando solida, come attestano gli indici di solvibilità, deve affrontare sfide vitali quali il prolungato scenario di bassi tassi di interesse e il nuovo quadro di vigilanza prudenziale.

In particolare il calo degli utili netti ha essenzialmente riguardato il settore vita, in seguito alle rettifiche di valore contabilizzate sui titoli.

Sul fronte danni, ed in particolare nella RC auto, non si può non evidenziare come il premio medio per le autovetture nel 2018 è stato pari a 414 euro, meno 25% dal 2012. Tale pressione sui prezzi è conseguenza della forte concorrenza fra le imprese, dell’adozione sempre più intensa della telematica (per cui l’Italia è al primo posto nel mondo) e del calo delle frodi, peraltro ancora troppo diffuse.

La crescita invece dell’insieme dei rami danni “non auto” registrata nel 2018 (+3,9%) non elimina i gap di protezione assicurativa che caratterizzano il mercato italiano.

L’inasprirsi di alcuni trend globali come l’invecchiamento della popolazione (nel 2050 un terzo degli italiani avrà più di 65 anni), i flussi migratori, le tensioni sociali, i fenomeni ambientali e climatici e le nuove frontiere tecnologiche rendono fragile e meno competitivo il nostro Paese e fanno crescere i bisogni di protezione degli individui, delle famiglie e delle imprese. Infine l'ingresso di nuovi attori nel mercato assicurativo, dalle start-up insurtech alle BigTech (Amazon, Google, Facebook, Apple, ecc.), potrebbe innalzare significativamente il livello competitivo.

“Si tratta di far fronte come sistema Paese alle sfide globali imposte dall’innovazione, soprattutto tecnologica, che esigono risposte altrettanto veloci e strutturali.”- evidenzia Bianca Maria Farina nella sua relazione – “La nostra industria deve essere messa in grado di competere ad armi pari con concorrenti di grandi dimensioni e con disponibilità economiche e di dati tali da poter condizionare la libera concorrenza sui mercati. Mi riferisco ai colossi del digitale e alla difficoltà di applicazione di leggi e regolamenti non riferibili a mercati globalizzati. Le compagnie di assicurazione, da parte loro, stanno investendo in capitale umano ed economico per adeguare i modelli di business ai nuovi scenari.”

 

I risultati dell’Osservatorio AIFIn sull’innovazione nel settore assicurativo

La rilevanza strategica dell’innovazione nell'industria assicurativa è cresciuta in modo significativo negli ultimi anni. Nel 2014 AIFIn aveva promosso in collaborazione con ANIA una delle prime ricerche sull’innovazione nel settore in Italia, coinvolgendo 43 compagnie di assicurazione. Dall’indagine era emerso che per il 58% delle compagnie assicurative intervistate l'innovazione era la priorità strategica principale. Il 62% del campione inoltre indicava il prodotto/servizio come tipologia prevalente di innovazione

Nel frattempo il mercato è cambiato sotto lo spinta di trend di cui non sempre i manager del settore hanno una chiara e/o completa percezione.

L’ultima rilevazione dell’Osservatorio AIFIn/MarketLab 2019 sull’innovazione nel settore bancario, assicurativo e finanziario ha evidenziato le aree di convergenza e divergenza strategica sullo scenario e sui relativi rischi e opportunità. È stata rilevata sicuramente una maggiore attenzione all’innovazione, in parte legata alla percezione sulla sostenibilità dei business model nel medio-lungo periodo (il 47% dei manager assicurativi e il 57% di quelli bancari percepiscono infatti a rischio i modelli di business attuali).

“La pressione sulla redditività sarà uno dei principali driver dell’innovazione anche nell’industria assicurativa che spingerà le compagnie a cambiare i modelli di business”, dichiara Sergio Spaccavento – Presidente di AIFIn – The Financial Innovation Think Tank e CEO di MarketLab – Financial Marketing & Research, “Cresce nel settore l’attenzione a mettere al centro delle strategie il cliente e gli altri stakeholders, lo sviluppo di nuovi servizi, il digitale e la semplificazione. I due mercati Vita e Danni avranno logiche di sviluppo differenti, ma non mancano aree di convergenza come la salute e il welfare, dove è necessario avere un approccio integrato come emerge dai nostri Osservatori verticali. Le compagnie dovranno necessariamente migliorare la loro capacità di innovazione partendo dall’analisi dei trend e dei rischi emergenti, dall'ascolto dei clienti, da un uso più intenso della tecnologia (insurtech) e dei dati, da modelli organizzativi più agili, da nuove competenze e partnership con l'ecosistema, ecc. Risulterà fondamentale governare meglio l'innovazione, definendo un chiaro concetto aziendale e riducendo le relative barriere organizzative.”

 

Le strategie delle compagnie

“Oggi ci troviamo di fronte a un cliente con nuove esigenze digitali e di servizio e nuove aspettative. Non possiamo più permetterci di ragionare come un assicuratore tradizionale.” - dichiara Isabella Fumagalli, Head of Territory for Insurance in Italy di BNP Paribas Cardif - “Per essere competitivi, innovativi e vicini ai clienti, la nostra sfida principale è spostare sempre più il focus sulle persone e affrontare la triplice rivoluzione - sociale, ambientale e tecnologica - per trasformare radicalmente la nostra industry da verticale a orizzontale, per cliente. Le parole chiave? Rischi, Sostenibilità e Innovazione. Questo significa trovare nuove modalità di gestire i rischi, soprattutto quelli nuovi, ripensando i prodotti alla luce degli scenari attuali, definire nuovi modelli di business che tengano conto dell’impatto sociale e di temi chiave come la diversity e valorizzare l’importante ruolo sociale che le Compagnie hanno per loro natura. Un ambito delicato come quello della salute, ad esempio, ci vede in prima linea nella costruzione di polizze di nuova generazione che prevedono non solo il risarcimento economico del sinistro, ma anche servizi innovativi e attività dedicate alla prevenzione. Per velocizzare questo processo di contaminazione e innovazione del business, in BNP Paribas Cardif collaboriamo da anni con le startup con cui abbiamo creato un ecosistema orizzontale e multi-industries che mette Digital, Dati e IoT al servizio della Preventive Insurance. Ma solo unendo all’analisi dei dati la componente umana si può creare vero valore e fare la differenza. Il tema dell’Human Data Science sarà, dunque, uno degli argomenti che non potrà mancare nei prossimi mesi nei nostri piani.”

 

“Eccellenza tecnica ed innovazione sono pilastri fondamentali del nostro Piano Industriale 2018-2020.”- rivendica Alberto Minali, Amministratore Delegato di Cattolica Assicurazioni - “Servizi e prodotti digitali sono e saranno sempre più i protagonisti del mercato assicurativo, oggi interessato da un fondamentale cambio di paradigma che vede gli attori del settore chiamati a passare dalla logica del danno e rimborso a quella di prevenzione e protezione. Mirando alla costituzione di una data driven company, vera sfida del futuro di Cattolica, la Compagnia sta lavorando allo sviluppo di un modello assicurativo che preveda l’adozione di un approccio multicanale al cliente e la costituzione di un ecosistema digitale di servizi. Nell’ottica di perseguire concretamente questa strategia, ad inizio anno è stata lanciata la nuova App della Compagnia con l’obiettivo di attrarre nuovi target come millennials e clienti ibridi abituati ad utilizzare sia canali fisici che digitali, e dallo scorso luglio, è attivo C2 Cattolica Community, un innovativo strumento di fidelizzazione del cliente basato su una piattaforma digitale che mette a disposizione dell’utente un e-commerce e una serie di servizi extra-assicurativi a prezzi scontati, rendendo più efficace il rapporto con la rete agenziale”.

 

Maurizio Cappiello, direttore generale di Poste Vita e amministratore delegato di Poste Assicura, mette in evidenza la necessità di mettere il cliente al centro delle strategia anche facendo leva sull’innovazione tecnologica.  “La nostra parola d’ordine è ‘servizio e vicinanza al cliente in ogni momento della sua vita’. Desideriamo essere percepiti come un partner che facilita la vita e assicura benessere alle persone e alle famiglie.  Alle opportunità che provengono dalla tecnologia si affianca la sfida di un cliente sempre più sofisticato che fa scelte molto diverse rispetto al passato - i più giovani per esempio preferiscono utilizzare un bene piuttosto che possederlo - e che si aspetta un modello di servizio e una qualità di relazione paragonabili a quella comunemente proposta da società di servizi più avanzate. Questa evoluzione implica nuovi rischi, come il cyber crime, e la necessità di confrontarsi con parametri diversi di misurazione del rischio. Grazie al potenziale offerto dalla crescente mole di dati interni ed esterni che abbiamo a disposizione riusciamo a reagire efficacemente al cambio di passo tecnologico in grado di incidere sulle abitudini di consumo.  Oggi stiamo lavorando soprattutto sul contatto con il cliente prevedendo l’uso dei chatbot, soluzioni di intelligenza artificiale che simulano il comportamento umano e permettono di fornire, a qualsiasi ora, risposte certe e immediate. La naturale evoluzione delle chatbot giocherà un ruolo fondamentale nel rendere i servizi di assistenza più accessibili, permettendo ad es. di richiedere l’intervento di un artigiano, semplicemente dialogando al telefono, senza doversi districare tra numeri verdi, app e siti web. La vera sfida sarà quella di sapere cogliere le nuove opportunità che questa trasformazione digitale sta portando nel mercato assicurativo.”

 

La Redazione di FinancialInnovation.it