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Innovazione nei pagamenti tra digital e lotta al contante


I pagamenti digitali, pur crescendo, restano ancora una quota minoritaria delle transazioni retail ma il contesto ambientale e competitivo sta cambiando molto velocemente. Il tema è stato approfondito durante un workshop AIFIn e nel relativo Osservatorio innovazione AIFIn/MarketLab "Retail digital Payments".

L’evoluzione del mercato

Un recente Occasional Papers di Banca d’Italia intitolato “L’utilizzo del contante in Italia: evidenze dall’indagine della BCE «Study on the use of cash by households»” sottolinea come il nostro Paese sia quello dell’Area euro in cui è stato rilevato il maggior numero di transazioni giornaliere in contanti per persona (in  media circa 2 transazioni di cui 1,7 in contanti). La media europea si attesta invece a 1,6 transazioni giornaliere, di cui 1,2 in contanti.

L’obiettivo dello studio citato è stato quello di stimare il numero e il valore delle operazioni in contanti e ottenere informazioni sul comportamento dei consumatori in materia di pagamenti.

Nella Penisola il contante è usato nell’86% dei casi, contro il 13% delle transazioni con carta (ma circa 29% in valore) e il restante 1% imputabile ad altri strumenti di pagamento. Banconote e monete vengono quindi utilizzate principalmente per i pagamenti di basso valore, mentre gli altri strumenti sono stati usati più frequentemente per transazioni di valore più elevato.

Ancora poco diffusa la tecnologia contactless, utilizzata per solo il 3% delle transazioni con carta: il 49% degli intervistati ha dichiarato di non possedere una carta o uno smartphone con cui poterla utilizzare; il 23,2% di possederla ma di non utilizzarla e solo il 20% di utilizzarla almeno una volta al mese.

Dall’indagine tuttavia emerge che carte e strumenti alternativi sarebbero preferiti nel caso in cui l’individuo potesse scegliere il metodo di pagamento senza vincoli.

La scelta dello strumento di pagamento è infatti influenzata dalle caratteristiche della transazione, ancor più che dai fattori socio-demografici (istruzione, reddito, tipologia di lavoro). Anche il fatto che alcuni individui dipendono da altri per le proprie entrate, condiziona la scelta nell’utilizzo degli strumenti di pagamento (es. i genitori che danno la paghetta in contanti ai figli).

Gli “acquisti giornalieri” – quelli fatti presso supermercati, fornai, farmacie, tabaccai, etc., vengono effettuati prevalentemente in contanti, anche quando sono disponibili alternative, probabilmente in ragione del più basso valore medio delle operazioni (micropagamenti).

In conclusione, evidenzia il report, il contante avrà ancora un futuro a fini transazionali fino a quando le nuove tecnologie (contactless, app e pagamenti via smartphone, ecc.) non si porranno in diretta concorrenza con il contante nei micropagamenti. L’accettabilità di questi strumenti presso i luoghi di acquisto quotidiani (bar, tabaccherie, fornaio ecc.) favorirebbe l’effetto sostituzione insieme ad un cambio di abitudine nello scambio tra pari (es. se i genitori passassero i soldi ai propri figli tramite un’app).

 

Il ruolo della normativa e la lotta al contante

La tendenza del legislatore a contrastare l’utilizzo del contante in ottica anti-evasione potrebbe essere un ulteriore incentivo all’adozione dei digital payments e alla trasformazione verso la cosiddetta “Cashless Society”.

Nuovi limiti nell’utilizzo del contante, sanzioni a carico dei commercianti che non si doteranno di POS, nuovi meccanismi per premiare le spese fatte con pagamenti elettronici (cashback) sono oggetto di analisi ed evoluzione della normativa.

Un altro fattore di cambiamento per il mercato è sicuramente la direttiva europea PSD2 che spinge verso l’abbattimento delle barriere all’ingresso di nuovi operatori nei servizi di pagamento, contribuendo a rafforzare la sicurezza del sistema, garantendo al contempo trasparenza e una corretta concorrenza a tutto vantaggio dei consumatori.

 

Lo scenario per gli operatori

Il tema delle strategie ed innovazioni nei servizi e sistemi di pagamento è stato oggetto di un recente workshop AIFIn  durante il quale sono state condivise visioni strategiche, casi di innovazione e best practice.

Durante il workshop sono stati presentati e discussi con i partecipanti alcuni dei temi emergenti rilevati nella fase qualitativa dell’Osservatorio AIFIn/MarketLab “Innovazione nei retail digital payments” quali: gli impatti strategici e competitivi della PSD2 e dell’open banking, lo sviluppo di nuove modalità di pagamento (dal voice agli invisible payments), le strategie mobile first, il ruolo e futuro delle cryptovalute (es. Libra) e delle monete alternative/complementari, l’ingresso di nuovi attori nei servizi di pagamento e lo sviluppo di servizi a valore aggiunto (dalle Fintech alle Utility, dalla Apple Card al recente annuncio di Google del lancio del progetto Cache, un servizio che darà ai propri clienti la possibilità di aprire un conto corrente).

Secondo gli analisti di MarketLab gli operatori incumbent, ed in particolare le banche retail, si trovano oggi a dover fare importanti scelte strategiche sul proprio ruolo e posizionamento nei servizi di pagamento. Tali scelte vanno oltre il contributo di questi servizi alla redditività attuale ma  diventano strategiche sia per il valore delle informazioni legate alle transazioni, sia per l’adozione di nuove tecnologie. Di qui la necessità di valutare l’evoluzione dell’ecosistema, le partnership strategiche e i relativi rischi ed opportunità, e di avere un adeguato portafoglio di soluzioni e di sperimentazioni, anche con un approccio “test & learn”.

 

Mobile First

“Il principale trend di cambiamento del mercato è la convergenza verso il mobile, un ambito nel quale stiamo vedendo la nascita di numerosi servizi offerti da Fintech e aziende innovative”, raccontano da American Express. L’azienda ha lanciato servizi ad hoc come le Amex Offers, una serie di offerte dei partner, alle quali i titolari della carta possono accedere attraverso pochi click sulla app mobile ricevendo lo sconto o il beneficio oggetto dell’offerta direttamente sul Conto Carta, senza bisogno di voucher, codici sconto o coupon.

Quanto ai settori a elevato potenziale, ancora non adeguatamente sviluppati dal mercato, da Amex segnalano l’importanza di puntare sull’esperienza utente, sia in ambito B2C che B2B. Sul primo fronte la società punta su servizi che vanno oltre il momento del pagamento: dal concierge al lifestyle e viaggi, fino all’accesso alle lounge offerti su alcuni prodotti premium e al cashback.

Secondo l’Abi, il numero di operazioni da dispositivi mobili è salito del 71% nel 2018 rispetto all’anno precedente, i bonifici e i giroconti sono aumentati lo scorso anno del 131% e i pagamenti diretti tra persone del 72%.

I recenti dati comunicati sull’utilizzo del mobile da parte della propria clientela da UniCredit, che sta lanciando una nuova app, confermano questo trend.

Lo sviluppo di soluzioni di accettazione dei pagamenti via mobile potrebbe essere un ulteriore fattore di accelerazione per i digital payments.

L’innovazione è molto forte su questo fronte, come dimostra la prima soluzione sperimentale “no hardware” realizzata in Italia. L’ha messa a punto Intesa Sanpaolo (tramite l’app Xme Commerce), che consente agli esercenti di utilizzare direttamente lo smartphone per gestire e incassare i pagamenti effettuati dai loro clienti con carte contactless e tramite digital wallet.

 

Customer experience e nuovi servizi

Con i pagamenti digitali cambia anche la customer esperienze e si aprono nuovi spazi per nuovi servizi, come ad esempio la dilazione dei pagamenti.

Per Luca Giacoma-Caire, direttore marketing di Cofidis: “I dispositivi digitali permettono di fruire dei servizi in tempo reale, in maniera semplice e sicura e, non dimentichiamolo, in modo riservato. È proprio la custumer experience che migliora e che viene sempre più costruita seguendo le nuove esigenze dei consumatori. I dispositivi sono spesso all-in-one, come nel caso del nostro SmartPos, una soluzione innovativa che permette di rendere i passaggi della dilazione di pagamento PagoDIL ancora più semplici e veloci. Per esempio i documenti vengono fotografati direttamente tramite dispositivo, inviati al cliente via mail e via SMS come riepilogo, permettendo di far scomparire completamente l’archiviazione cartacea. Il nostro SmartPos, inoltre, amplia la possibilità di accedere al servizio, sia per il numero di carte bancomat accettate sia per l’inserimento della carta Postamat, con il conseguente aumento delle opportunità di vendite per i dealer”. 

 

La redazione di FinancialInnovation.it