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Innovazione finanziaria e imprese: cresce l’Alternative Finance anche in Italia


La maggiore selettività degli intermediari finanziari tradizionali nel credito sta favorendo lo sviluppo di soluzioni alternative e innovative, come le piattaforme di crowdfunding per le imprese.

Nel terzo trimestre del 2019 i criteri di offerta sui prestiti alle imprese hanno registrato un lieve allentamento. È quanto emerge dall’ultima “Indagine sul credito bancario nell’area dell’euro” pubblicata da Banca d’Italia.
Il dato conferma quanto aveva anticipato il “Rapporto sulla stabilità finanziaria” 2019 dello stesso istituto: con il rallentamento dell’economia i debiti delle imprese verso le banche sono tornati a contrarsi e questo trend, dato lo scenario macroeconomico, potrebbe proseguire nel prossimo biennio.

Da diversi anni, evidenzia Banca d’Italia, in ragione dell’elevata selettività degli intermediari, la crescita del debito bancario è limitata alle imprese finanziariamente più solide e a quelle di maggiore dimensione. Le condizioni di accesso al credito stanno peggiorando, soprattutto per le aziende più piccole.

D’altro canto le Banche si sono trovate a gestire un’enorme mole di crediti inesigibili e pertanto sono diventate più prudenti nell’erogazione dei finanziamenti alle imprese adottando criteri più stringenti.
Il tasso di deterioramento dei prestiti concessi dalle banche e dalle società finanziarie è, nel frattempo, diminuito al 2,2%, un livello inferiore rispetto a quello precedente la crisi finanziaria.

Le stesse imprese affrontano il rallentamento congiunturale con una struttura di bilancio più equilibrata rispetto al passato, ma anche con minori esigenze di finanziamento degli investimenti fissi e della spesa per scorte e capitale circolante. Tuttavia, sottolinea Banca d’Italia, nei rapporti commerciali tra imprese emergono segnali di tensioni: per la prima volta dal 2012 sono aumentati, seppure leggermente, i giorni di pagamento concordati tra le parti e i ritardi con cui i debitori liquidano le fatture.

Il tema è stato anche oggetto del recente Workshop Bancario “Strategie e Innovazioni nel mercato imprese” organizzato da AIFIn – The Financial Innovation Think Tank. L’incontro è stato aperto con alcuni spunti di riflessione emersi nella fase qualitativa dell' Osservatorio Innovazione “Corporate & SME”, promosso da AIFIn in collaborazione con MarketLab – Financial Marketing & Research, e che ha coinvolto un Executive Panel di manager del settore.

La necessità d’innovare il modello di business delle banche nel segmento imprese è stata una delle principali evidenze emerse dall’Osservatorio. Questo impone innanzitutto di rivedere le modalità operative del “core business” lavorando sul recupero della redditività del credito attraverso una maggiore capacità di analisi creditizia (anche utilizzando Big Data), su nuovi modelli di pricing (corretti per il rischio), su una gestione proattiva ed efficace nel tempo del portafoglio crediti, ecc.

Tuttavia una revisione del modello di business non può che partire da una migliore analisi e segmentazione della clientela anche in considerazione delle caratteristiche del tessuto produttivo italiano fatto soprattutto da PMI e micro imprese. Lo sviluppo di modelli di servizio digitali è stato indicato come una delle priorità strategiche soprattutto nel segmento small business, ma non solo.

Tra gli altri temi rilevanti affrontati nell’Osservatorio, ma anche durante il Workshop AIFIn, c’è la necessità per gli intermediari finanziari di ampliare, dato lo scenario macroeconomico e il contesto di tassi bassi, la value proposition “oltre il credito” partendo da una profonda analisi dei bisogni e aspettative delle imprese e considerando le differenze tra i diversi settori industriali. L’obiettivo è quindi quello di sviluppare servizi a valore aggiunto per supportare da un lato le imprese nella loro crescita (accesso ai mercati finanziari, internazionalizzazione, digitalizzazione e industria 4.0, ecc.) e dall’altro diversificare le fonti di ricavo per gli stessi intermediari.

Infine un focus specifico del Workshop e dell’Osservatorio è stato dedicato al tema dell’Alternative Finance, all’interno del quale possono essere incluse tutte quelle soluzioni di finanziamento o accesso ai capitali alternative al credito bancario o agli altri strumenti tradizionali: mini-bond, crowdfunding, direct lending, Initial Coin Offerings (ICOs), private equity, invoice trading, ecc.

L’offerta dell’Alternative Finance sta crescendo in tutta Europa grazie soprattutto al crowdfunding, come emerge dalla quarta edizione del rapporto del Cambridge Centre for Alternative Finance.
Lo studio ha raccolto dati da 269 piattaforme di crowdfunding di varia tipologia (equity, invoice trading, lending, ecc.) presenti in 45 Paesi europei.

Il mercato dell’online alternative finance a livello Europeo (incluso l’UK) è cresciuto del 36% e ha raggiunto i 10.436 milioni di euro nel 2017. Una crescita più lenta rispetto agli anni precedenti (nel 2016 il mercato era cresciuto del 102%).

Il Regno Unito è ancora il più grande mercato, ma con una quota in calo dal 73% nel 2016 al 68% nel 2017 grazie alla crescita degli altri paesi che è stata del 63% (da 2.063 milioni di euro a 3.369 milioni di euro nel 2017).

Per il quarto anno consecutivo il P2P Consumer Lending ha rappresentato il modello (escluso lo UK) che ha le maggiori quote di mercato (41% dei volumi totali) rispetto agli altri: Invoice Trading (15,9%), P2P Business Lending (13,8%), Reale Estate Crowdfunding (7,7%) e Equity-based Crowdfunding (6,3%).

In Europa (incluso l’UK) ci sono oggi 520 piattaforme operative di cui 46 in Francia (con circa 661 milioni di euro di volumi realizzati da 36 piattaforme nazionali e 10 estere) e altrettante in Germania (con circa 595 milioni di euro realizzati da 30 operatori nazionali e 16 esteri). In Italia invece abbiamo 45 piattaforme, di cui 34 nazionali e 11 estere, con volumi pari a circa 240 milioni di euro.

Il mercato italiano ha continuato a crescere (+90% nel 2017), il che porta a registrare una performance del 306% nel quinquennio 2013-2017, con volumi pari a 241milioni di euro.
Quello che però caratterizza il mercato italiano è la crescita esponenziale dell’Invoice trading: +313% nel periodo 2016/2017, che da solo rappresenta il 57% del Mercato italiano dell’online Alternative Finance con volumi pari a quasi 140 milioni di euro. Sono inoltre diverse le piattaforme in Italia che si rivolgono a investitori istituzionali attraverso fondi di credito, cartolarizzazioni, ecc.

La struttura del mercato italiano fatto principalmente di PMI e l’esigenza di credito delle stesse ha fatto crescere anche il P2P Business Lending che è aumentato del 293% rispetto al 2016.

Le aspettative di crescita del mercato dell’alternative finance sono quindi decisamente positive, ma il sistema bancario resta ancora centrale nei rapporti con le imprese.

La sfida strategica per le banche è quindi quella di accompagnare le imprese, soprattutto le PMI, ad individuare il miglior mix di soluzioni e fonti di finanziamento e di svolgere un fondamentale ruolo di advisor  a sostegno della crescita delle stesse imprese con servizi a valore aggiunto.

 

La Redazione di FinancialInnovation.it