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Regolamentazione e innovazione finanziaria. Barriere, sfide e 30 raccomandazioni per il FinTech


L’eccessiva e frammentata regolamentazione, come emerge dall’ultimo Osservatorio AIFIn/MarketLab, è spesso percepita dagli operatori di mercato come una delle principali barriere all’innovazione finanziaria. L’Expert Group on Regulatory Obstacles to Financial Innovation (Rofieg), istituito dalla Commissione europea, ha proposto 30 raccomandazioni per ridurre gli ostacoli normativi allo sviluppo del FinTech.

L’innovazione tecnologica applicata al settore bancario, assicurativo e finanziario (FinTech) sta portando significativi cambiamenti, se non una vera e propria rivoluzione (disruption), nel mercato e nelle modalità di prestazione dei servizi finanziari.

Si tratta di un fenomeno particolarmente veloce e ad alto impatto.  Non solo prodotti e processi più o meno “nuovi”, dal mobile payments alle crypto-asset, ma anche nuovi modelli di business. Ecco allora che accanto agli operatori tradizionali (incumbent) si affacciano su questo mercato una quantità significativa di start-up che hanno raccolto ingenti capitali e ambiscono a diventare piattaforme globali, ma anche i BigTech (Amazon, Apple, ecc.), interessati ad entrare nel mercato dei servizi finanziari facendo leva sulle loro capacità tecnologiche, di utilizzo dei dati ma anche sulla loro “potenza” finanziaria.

Essendo il settore fortemente regolamentato c’è da un lato il rischio di ostacolare l’innovazione finanziaria ed in particolare lo sviluppo del fenomeno FinTech, limitandone le grandi opportunità per l’evoluzione dell’intera industria e  sistema finanziario. Dall’altro lato, non mancano i rischi, anche nuovi, legati all’utilizzo della tecnologia in questo settore.

Nell’ultimo Osservatorio AIFIn/MarketLab sull’innovazione finanziaria 2020 il 91% di un Executive Panel di  manager del settore bancario, assicurativo e finanziario (di cui il 32% composto da Presidenti, AD e DG) ritiene che la continua evoluzione normativa e l’eccessiva regolamentazione influenzino e condizionino le priorità strategiche delle istituzioni finanziarie in modo eccessivo.

Non è tuttavia una novità, come emerge dalle precedenti edizioni dello stesso Osservatorio.

“Nelle moderne economie, in un contesto sempre più globale” dichiara Sergio Spaccavento Presidente AIFIn e Professore di “Financial Innovation e FinTech” presso l’Università di Pavia “è di fondamentale importanza avere un sistema finanziario evoluto e competitivo, essendo questo una componente fondamentale del sistema economico e sociale. L’innovazione finanziaria, e il FinTech in particolare, rappresentano quindi importanti driver di competitività.

Fermo restando la necessità di continuare a garantire principi fondamentali quali la stabilità e l’integrità del sistema finanziario, la protezione dei consumatori/investitori, la parità tra gli operatori, la neutralità tecnologica, ecc. è necessario essere consapevoli che un’eccessiva, frammentata, poco chiara e “onerosa” regolamentazione (sia in termini di costi di compliance che di assorbimento di risorse, tempo, ecc.) possa rappresentare un importante freno all’innovazione finanziaria. È necessario trovare un equilibrio in una logica multistakeholders e multiobiettivo. Ma non basta. Data la velocità dei cambiamenti in atto c’è il rischio che la regolamentazione debba sempre “rincorrere” l’innovazione. Non è allora più sufficiente solo adeguare la normativa ma probabilmente sarà necessario cambiare l’approccio e la modalità di regolamentazione”.

In tale contesto si inserisce il lavoro che l’“Expert Group on Regulatory Obstacles to Financial Innovation” (Rofieg), gruppo di esperti istituito dalla Commissione europea, in conformità a quanto previsto dal FinTech Action Plan del 2018, ha svolto per identificare gli ostacoli normativi all'innovazione finanziaria e FinTech, fornendo raccomandazioni in merito per un equilibrato sviluppo della regolamentazione.

 

Il Gruppo di Lavoro ha identificato i benefici legati allo sviluppo del FinTech: 

1)       Consentire agli operatori del mercato di fornire servizi finanziari a costi inferiori modificando le “catene del valore tradizionali”, attraverso la disintermediazione e processi più efficienti grazie all’automatizzazione;

2)      Ampliare la gamma di prodotti e servizi, offrendo così maggiori possibilità di scelta ai consumatori e alle imprese;

3)      Favorire l’inclusione finanziaria e far accedere a determinati prodotti o servizi consumatori o aziende precedentemente esclusi, grazie a un maggior grado di personalizzazione, anche in termini di maggiore precisione nelle valutazioni sul merito creditizio;

4)       Consentire alle istituzioni finanziarie di rispondere in modo più efficiente alle esigenze di compliance attraverso il reporting automatizzato, l’analisi dei dati, il monitoraggio delle transazioni.

 

Sul fronte dei rischi, invece, il FinTech può aumentare o diminuire quelli tradizionali del settore o creare rischi completamente nuovi. È possibile quindi che l’impianto normativo esistente debba essere adattato o sviluppato per renderlo, in modo equilibrato, adeguato al fenomeno.

 

Il Gruppo di Esperti ha quindi formulato 30 raccomandazioni che possono essere raggruppate in quattro categorie:

1) la necessità di adattare la normativa ai nuovi rischi derivanti dall'utilizzo di tecnologie innovative ma allo stesso tempo cogliendo tutte le opportunità emergenti rispetto a RegTech o SupTech (raccomandazioni da 1 a 12);

2) la necessità di rimuovere la frammentazione normativa all’interno dell’Europea e di garantire condizioni di parità (level playing field) tra incumbent ed nuovi operatori, siano esse start-up FinTech o BigTech (raccomandazioni da 13 a 24);

3) la necessità di conciliare la regolamentazione dei dati personali e non con le opportunità e i rischi offerti dal FinTech (raccomandazioni da 25 a 28);

4) la necessità di considerare i potenziali impatti di FinTech dal punto di vista dell'inclusione finanziaria e dell'uso etico dei dati (raccomandazioni 1 e 29-30).

 

Le raccomandazioni più importanti e prioritarie sono relative a:

1) la spiegabilità (termini comprensibili) e l'interpretabilità della tecnologia, in particolare dell'Intelligenza Artificiale per proteggere i consumatori e le imprese e facilitare la supervisione, o per soddisfare le aspettative di vigilanza (raccomandazione n. 1);

2) la creazione di un framework normativo basato sul principio che attività che hanno gli stessi rischi dovrebbero essere disciplinate dalle stesse regole per garantire un’adeguata regolamentazione e una vigilanza e per mantenere condizioni di parità (raccomandazione n. 13);

3) eliminare la frammentazione normativa, soprattutto nel settore della due diligence della clientela (CDD)/conoscere il proprio cliente (KYC), come passo importante verso la creazione di condizioni di parità (raccomandazioni n. 15, 16 e 17);

4) un’attività di prevenzione rispetto al possibile trattamento iniquo da parte di grandi piattaforme verticalmente integrate nei confronti di concorrenti che offrono servizi al consumatore finale; una prevenzione quindi volta al rafforzamento dell'innovazione mantenendo al centro le scelte dei consumatori (raccomandazione n. 22);

5) il rafforzamento del quadro normativo di riferimento per l'accesso, il trattamento e la condivisione dei dati, al fine di promuovere l'innovazione e la concorrenza e stabilire condizioni di parità tra gli attori (raccomandazioni n. 27 e 28).

Le raccomandazioni fornite dal Gruppo di Lavoro hanno l’obiettivo da un lato di garantire l’efficienza e la sicurezza del sistema finanziario europeo e quindi la sua competitività nel sistema finanziario globale, nel rispetto di alcuni valori fondamentali quali la riservatezza dei dati e la concorrenza leale ma senza che gli stessi diventino degli ostacoli allo sviluppo del FinTech; dall’altro di contribuire, in collaborazione con le istituzioni internazionali, ad un corretto sviluppo di standard per garantire l’interoperabilità della tecnologia.

Tuttavia la competitività del sistema finanziario europeo non dipenderà solo da un’equilibrata evoluzione normativa ma anche da altri fattori quali la disponibilità di competenze specializzate, fiscalità, capitali di rischio, infrastrutture e tecnologie.

In tutto questo si inseriscono anche le iniziative nazionali finalizzate a favorire lo sviluppo del FinTech attraverso l’istituzione e la regolamentazione di “sandbox”. In Italia ad esempio il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha recentemente aperto una consultazione pubblica per fornire un contesto regolamentare adeguato allo sviluppo del FinTech.

La redazione di FinancialInnovation.it