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Trend, sfide e innovazioni nell'Asset Management


Sheila Zanchi, Head of Strategic Marketing & Products, Amundi Italia

È intervenuta al Workshop AIFIn “Strategie e innovazioni nell’Asset Management” dove ha evidenziato le sfide per gli asset manager. Qual è la visione di Amundi?

Gli asset manager oggi devono affrontare grandi sfide ma hanno un ruolo di estrema rilevanza nel plasmare il mondo e la società in cui viviamo.

La prima sfida dunque è quella di partecipare attivamente alla costruzione di un futuro più sostenibile, inclusivo ed equo finanziando le migliori pratiche ambientali, sociali e di governance, ovvero i cosiddetti criteri ESG. Questo naturalmente è un obiettivo raggiungibile, ma richiede competenze e l’accesso ad informazioni e strumenti, tra cui il dialogo diretto con le aziende, che non sono alla portata di tutti. Per questo gli asset manager hanno una grande responsabilità e devono agire con lungimiranza e trasparenza.

La seconda sfida invece è quella dei rendimenti e della diversificazione efficace. Abbiamo visto negli ultimi anni che è sempre più difficile trovare fonti di rendimento decorrelate dalle principali asset class. Non ci sono beni rifugio che superano imperturbati la prova del tempo e i nostri clienti, soprattutto quelli più sofisticati e con patrimoni importanti, richiedono fonti di rendimento in grado di aiutarli ad affrontare le bufere che talvolta colpiscono i mercati.

 

Relativamente agli investimenti sostenibili l’Europa sta guidando il trend in assoluta crescita. Dove vede le maggiori potenzialità del fenomeno?

I dati di Morningstar ci dicono che circa il 75% dei fondi ESG, in termini di masse gestite, arriva dall’Europa. È un numero importante, che fa riflettere. La pandemia probabilmente ha impresso una ulteriore spinta ad un trend che era già presente, ma vi sono anche altre ragioni. La più significativa è la domanda degli investitori, sempre più interessati ad allineare i propri investimenti con i valori personali e collettivi. C’è poi l’aspetto delle opportunità e della gestione dei rischi. La transizione verso pratiche economiche più attente all’ambiente e all’individuo offre interessanti opportunità di crescita, specialmente quando gli obiettivi di sviluppo di lungo termine sono guidati dall’innovazione e dalla tecnologia, come nel caso della telemedicina e dell’istruzione a distanza, per citare due casi che ci stanno toccando da vicino in questo momento. Da ultimo, ha avuto un ruolo importante anche la spinta regolamentare che favorisce anche la creazione di standard di mercato e una maggiore trasparenza.

Guardando alle singole tematiche, l’aspetto climatico è quello più tangibile e storicamente raccoglie la maggiore attenzione, ma non bisogna trascurare anche gli aspetti sociali e di governance. Le disparità sociali si stanno acuendo ed è molto importante anche l’aspetto della governance aziendale. Gli asset manager hanno il dovere morale di sfruttare il dialogo con le aziende per spronarle a migliorare non solo da un punto di vista finanziario. Per questo in Amundi usiamo un approccio di analisi integrato che tiene conto anche dei fattori ESG ogni volta che valutiamo una società.

 

Il mercato degli Asset Reali e degli Alternative in Italia non è ancora maturo. Quali sono le ragioni e soprattutto le possibili prospettive?

Gli investimenti nei mercati privati in Italia sono ancora relativamente poco diffusi se si fa un confronto con realtà come quella inglese o francese. Si stima che le strategie private markets e alternative in Italia equivalgano a 45 mld€, di cui poco più della metà in private equity ed hedge funds. C’è però una crescente curiosità degli investitori, specialmente nel segmento private banking.

Uno dei driver che rendono questo tipo di prodotti interessante è la capacità di contribuire alla ripresa del Paese, perché finanziano l’economia reale, ma non si tratta solo di questo. Strumenti come i PIR alternativi uniscono un vantaggio fiscale a quello materiale per le imprese del territorio e per l’investitore e quindi sono particolarmente appetibili. Inoltre gli Eltif, cioè i fondi di investimento europei di lungo termine, sono uno strumento di investimento alternativo indirizzato anche agli investitori al dettaglio, normalmente esclusi da questa tipologia di investimenti.

Crediamo quindi che questa sia un’area di investimento con un buon potenziale di crescita, ma soprattutto pensiamo di poter offrire le competenze costruite in questi anni anche in mercati più maturi.

 

Come interpreta Amundi il ruolo dell’innovazione nell’Asset Management e con quali iniziative?

Il nostro sguardo è sempre proiettato al futuro, tanto nelle innovazioni di prodotto quanto in quelle di processo. Nell’ambito degli investimenti responsabili, che sono uno dei nostri pilastri fondanti fin dalla costituzione di Amundi, abbiamo una solida esperienza con fondi che hanno raggiunto oltre 30 anni di storia. L’innovazione l’abbiamo introdotta lanciando, ad esempio, diversi green bond innovativi, o proponendo oggi le nostre soluzioni ESG improvers, che puntano ad indirizzare i capitali verso realtà aziendali che non sono ancora dei modelli di riferimento in ambito di sostenibilità, ma hanno la volontà e le carte in regola per diventarlo in un prossimo futuro. Ma gli esempi possono essere molti di più e coprono anche le soluzioni di investimento passive e quelle multi-asset.

L’offerta di Amundi è all’avanguardia anche tra gli investimenti alternativi, con prodotti specializzati sia in ambito europeo che italiano. Ad esempio Amundi Eltif AgrItaly PIR, da poco aperto al collocamento, punta sul settore agroalimentare italiano ed in particolare sulle eccellenze vinicole, dei salumi e dei formaggi. Un omaggio all’italianità che investe in strumenti tipicamente illiquidi su un orizzonte di 7 anni e permette di accedere ad una fonte di rendimento diversificata oltre a portare con sé diversi vantaggi fiscali, dall’esenzione totale della tassazione sulle rendite finanziarie alla possibilità di beneficiare del credito d’imposta per le eventuali perdite e/o minusvalenze derivanti dalla sottoscrizione di un PIR effettuata nel 2021.