Osservatorio Innovazione Finanziaria AIFIn 2026: Asset Management
Il workshop AIFIn ha approfondito le principali direttrici di evoluzione dell’Asset Management, evidenziando come innovazione, tecnologia, governance e nuovi modelli operativi stiano ridefinendo il ruolo delle istituzioni finanziarie in un mercato sempre più competitivo e in trasformazione.
L’innovazione nell’Asset management. È stato questo il tema al centro del confronto durante il recente Workshop AIFIn, settimo appuntamento del programma annuale che si svilupperà nel corso del 2026 attraverso quindici incontri monotematici. I Workshop sono parte integrante dell’Osservatorio Innovazione Finanziaria, promosso da AIFIn e giunto alla sua XXII edizione.
L’incontro, riservato alle Istituzioni Finanziarie aderenti ad AIFIn e all’Osservatorio, è stato moderato da Sergio Spaccavento, Presidente di AIFIn, il quale ha evidenziato come “in un’industria in cui globalizzazione, scala dimensionale e specializzazione sono diventati driver competitivi fondamentali, il messaggio chiave emerso trasversalmente è che l’innovazione nell’Asset Management non può più essere interpretata solo come innovazione di prodotto. Si è partiti da una riflessione sulla tendenza strategica delle banche a re-internalizzare e valorizzare l’Asset Management per generare maggiore valore. In quest’ottica, le SGR captive sono chiamate a riposizionarsi strategicamente per essere più efficienti e contribuire in modo più incisivo alla creazione di valore di gruppo: non più soltanto fabbriche, ma veri e propri investment center, capaci di offrire gestione attiva, advisory, supporto alle reti distributive e presidio del rischio. Anche in questa edizione è stato dedicato un approfondimento all’adozione dell’AI nell’industria, con riferimento a due ambiti distinti. Il primo riguarda la gestione centralizzata e la valorizzazione della knowledge base, attività fondamentale nell’Asset Management, ad esempio a supporto delle reti distributive, della formazione e della produzione di contenuti. In questo ambito, l’AI generativa e gli agenti possono aumentare in modo significativo la produttività e la scalabilità operativa nella content generation. Il secondo ambito riguarda il processo di investimento, dove l’AI, e in particolare il Machine Learning, possono creare automazione nella gestione e valore rilevante, ma solo se accompagnati da disciplina metodologica, controllo e monitoraggio. In entrambi i casi è stata ribadita l’importanza della governance e l’obiettivo di potenziare il ruolo delle professionalità, non di sostituirle. Innovazione nell’Asset Management significa anche sapersi posizionare strategicamente in aree di business che offrono nuove opportunità, ad esempio quelle derivanti dall’evoluzione normativa, come nel caso della previdenza complementare. Anche qui l’innovazione non riguarda soltanto il prodotto, ma l’approccio strategico al mercato: engagement, promozione della cultura previdenziale, supporto alle aziende e capacità di trasformare la consapevolezza in azione. Anche nell’ambito degli strumenti passivi, il focus innovativo non è nel veicolo in sé, l’ETF, ma nella capacità di leggere i megatrend per costruire esposizioni nuove, rendendo investibile qualcosa che prima non lo era. Il valore si sposta quindi dalla semplice replica alla qualità dell’esposizione. Infine, cresce l’interesse e la domanda di Digital Assets. La visione emersa nel workshop è che i Digital Assets rappresentino un’evoluzione dell’Asset Management e non soltanto una nuova asset class di investimento. Il concetto di Hybrid Finance indica infatti una convergenza e una integrazione tra due mondi: finanza tradizionale e digital asset."
Carlo Menozzi, Direttore Generale di Euromobiliare SGR, ha aperto l’incontro con il suo intervento intitolato “Strategie di trasformazione di un asset manager captive: l’evoluzione verso un investment center di gruppo” spiegando “la strategia funzionale ad affrontare con determinazione la competizione, attraverso l’ascolto delle reti, una regia unica sulla consulenza, la creazione e manutenzione di prodotti e servizi accentrata, sviluppando le competenze grazie alle contaminazioni e la tecnologia, migliorando la qualità delle performance.”
Rossella Cobelli, Head of ICT, Data Office and Digital Innovation di Eurizon, è intervenuta sul tema "L'AI per la content generation nell’Asset Management". La relatrice ha sottolineato come “oggi l’intelligenza artificiale non rappresenta più una prospettiva, ma una leva concreta di trasformazione dei processi. Integrata lungo l’intero ciclo di produzione dei contenuti, dalla definizione degli input alla validazione finale, consente di coniugare scalabilità, rapidità ed elevati standard qualitativi. Allo stesso tempo, mantiene centrale il presidio umano, garantendo controllo, affidabilità e coerenza con gli obiettivi di business.”
Giuseppe Tomasini, Machine Learning & Quantitative Portfolio Management di Mediobanca SGR, ha parlato di "AI e gestione quantitative: sfide ed opportunità", evidenziando come “l’evoluzione tecnologica stia trasformando in modo radicale la ricerca applicata agli investimenti. L’aumento della potenza di calcolo, la disponibilità crescente di dati tradizionali e alternativi e l’utilizzo di algoritmi sempre più flessibili consentono oggi di esplorare molte più ipotesi, generare nuove variabili e individuare relazioni complesse che in passato sarebbero state difficili da osservare. Questa maggiore capacità di analisi, tuttavia, non elimina il problema centrale dei mercati finanziari: la prevalenza del rumore sul segnale. Al contrario, se non governata, può amplificare il rischio di false scoperte, producendo backtest apparentemente brillanti ma incapaci di tradursi in performance live robuste. L'AI può creare valore solo se inserita in un processo di investimento disciplinato, fondato su ipotesi economiche solide, dati controllati, target semplici, riduzione del rumore, attenzione alle relazioni causali, validazione severa e monitoraggio continuo. In un contesto caratterizzato da segnali deboli, instabilità dei regimi di mercato e rischio di overfitting, il vero vantaggio competitivo non deriva dall’algoritmo più sofisticato né dal backtest più attraente, ma dalla capacità di costruire un processo robusto, trasparente e consapevole dei propri limiti."
Massimiliano Lattanzi, Responsabile Previdenza Complementare di Arca Fondi, è intervenuto sul tema “Previdenza complementare: dall’evoluzione normativa agli impatti del business” nel quale ha illustrato come “la Legge di Bilancio 2026 segna il passaggio della previdenza complementare a leva strategica per imprese e sistema Paese. Auto enrollment, life cycle e portabilità del contributo datoriale non sono solo strumenti regolatori: sono meccanismi che migliorano l’efficienza del sistema e il valore generato per gli aderenti. In un mercato più aperto, la responsabilità non si riduce: si sposta. Dall’obbligo di informare alla capacità di guidare scelte consapevoli. Il ruolo dell’HR evolve: non più semplice facilitatore di processi, ma abilitatore di decisioni previdenziali corrette e sostenibili nel lungo periodo. Con Previverso - il welfare Action Lab di Arca Fondi SGR - abbiamo dimostrato che la formazione previdenziale funziona solo se è co progettata con le aziende e centrata sui reali bias decisionali delle persone. Previverso è un esempio concreto di come la previdenza possa diventare welfare attivo: formazione, cultura finanziaria e impatto sociale in un unico modello.”
Salvatore Catalano, Head Sales Italy di VanEck, ha parlato di “ETF, megatrend e driver di innovazione”. Nel suo speech il relatore ha spiegato come “per VanEck Innovare non significa lanciare nuovi prodotti, ma studiare il contesto economico, geopolitico e tecnologico per identificare opportunità di investimento non ancora accessibili e renderle investibili. Attraverso esempi storici e attuali, si mostra come questo approccio — dalla lettura del cambiamento alla costruzione di esposizioni concrete — resti il vero motore di creazione di valore nell'industria.”
Matteo Stivanello, Associate Director Sales di CoinShares, è intervenuto sul sul tema “Digital Assets nell’Asset Management". Il relatore ha esposto come “i digital asset sono entrati ufficialmente nell’industria europea dell’asset management grazie agli ETP, strumenti che hanno reso l’accesso a questa asset class più sicuro, regolamentato ed efficiente. Sebbene questi veicoli fossero già disponibili in Europa dal 2015, è negli ultimi anni che il mercato ha registrato una crescita esponenziale, segnando una svolta significativa nell’adozione istituzionale. Parallelamente, la tesi d’investimento dei Digital Asset — e in particolare di Ethereum — sta generando un impatto sempre più profondo sull’intera industria finanziaria. Il motore di questa trasformazione è la tokenizzazione, settore in cui Ethereum rappresenta oggi circa il 54% del mercato globale. Un mercato che ha raggiunto i 32 miliardi di dollari, rispetto ai circa 5 miliardi di inizio 2025, con una crescita del 400% solamente negli ultimi 12 mesi. L’innovazione introdotta dai Digital Asset, quindi, non si limita più all’esposizione tramite strumenti tradizionali come gli ETP, ma si estende ora a nuove infrastrutture di investimento native del mondo blockchain. Tra queste emergono i vaults, veicoli completamente on-chain che potrebbero rappresentare una nuova frontiera per l’asset management, ridefinendo modalità di allocazione, gestione e distribuzione del capitale."
La Redazione di Financialinnovation.it
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