Innovazione Finanziaria: cosa si aspettano gli italiani dalle Istituzioni Finanziarie
Indagine AIFIn: gli italiani chiedono maggiore innovazione a banche, assicurazioni e intermediari finanziari. Per conquistare la fiducia e le preferenze dei consumatori, le istituzioni del settore dovranno tradurre l’innovazione in servizi digitali evoluti, sicurezza informatica e semplicità d’uso. Il comparto finanziario è inoltre percepito come un abilitatore strategico per la competitività del Paese.
È stata recentemente presentata l’indagine AIFIn “Innovazione nel settore bancario, assicurativo e finanziario: le percezioni e le aspettative dei consumatori”, una ricerca di mercato che ogni anno fotografa percezioni, aspettative ed esperienze degli italiani sul tema dell’innovazione, con un focus specifico sui settori bancario, assicurativo e finanziario.
Lo studio, promosso da AIFIn e realizzato dall’Istituto di Ricerca MarketLab su un campione rappresentativo di 1.000 cittadini italiani utenti di servizi bancari, esplora quanto l’Italia sia percepita come Paese innovativo, quali settori siano considerati più capaci di innovare, i brand ritenuti più all’avanguardia e le aspettative di innovazione nei confronti delle Istituzioni Finanziarie.
Oltre la metà del campione ritiene che l’Italia non offra un contesto favorevole all’innovazione. Tra gli attori considerati strategici per promuovere e sostenere l’innovazione, il 70,9% indica Regioni e Comuni, evidenziando l’attesa di un forte supporto locale, soprattutto in termini di infrastrutture e incentivi. Le Università (59,1%) sono viste come motore di ricerca e trasferimento tecnologico.
I settori percepiti come più innovativi sono quelli legati al digitale, alla creatività e alla tecnologia applicata: l’ICT è indicato dal 33,9% degli intervistati, seguito da moda, aerospazio, energia e telecomunicazioni. Il comparto bancario, assicurativo e finanziario si colloca a metà classifica. Tuttavia, la maggioranza (58,2%) ritiene che un settore finanziario più innovativo possa incidere in modo significativo sulla capacità di innovazione e sulla competitività del Paese, confermandone il ruolo di abilitatore strategico.
Il quadro si fa ancora più chiaro analizzando i brand indicati spontaneamente come più innovativi: Amazon, Apple e Google guidano la classifica, confermando che l’innovazione viene percepita come un tratto distintivo delle BigTech globali. Tra le aziende italiane spiccano Enel e Ferrari. Relativamente poche, invece, le Istituzioni Finanziarie menzionate spontaneamente, a conferma di una percezione di minore innovatività rispetto ad altri settori.
Interessante notare che, alla richiesta di indicare un’Istituzione Finanziaria innovativa per area di offerta (servizi bancari, assicurativi, di investimento, credito al consumo e pagamenti), circa il 25% degli intervistati non ha saputo indicare alcun brand del settore, segnalando l’assenza di un’associazione immediata tra innovazione e Istituzioni Finanziarie. Tra quelle citate, Intesa Sanpaolo risulta la più menzionata, mentre diverse istituzioni finanziarie aderenti ad AIFIn, attive nel segmento retail, si posizionano bene in questa speciale graduatoria.
In generale, indipendentemente dal settore, per essere percepita come innovativa un’azienda deve investire visibilmente in Ricerca & Sviluppo e in nuove tecnologie (60,9%), avere una visione strategica orientata al futuro (50,9%) e dimostrare capacità di generare soluzioni innovative in modo continuativo (48,8%).
L’innovazione non è indicata esplicitamente come fattore di scelta di una Istituzione Finanziaria, se non da una parte minoriataria del campione.Tuttavia emerge come elemento abilitante dei principali driver di scelta dei clienti. Le Istituzioni Finanziarie che intendono rafforzare la propria competitività dovranno quindi integrare l’innovazione nei fattori di scelta ritenuti prioritari: semplificare i processi per garantire un’esperienza intuitiva e veloce, sviluppare servizi digital-first per ottimizzare i costi, potenziare la sicurezza informatica e la protezione dei dati, offrire esperienze sempre più personalizzate e multicanale. In sintesi, per essere percepita come innovativa, un’Istituzione Finanziaria deve saper tradurre i propri valori in esperienze di servizio concrete e tangibili.
Infine, la propensione a cambiare banca, compagnia assicurativa o intermediario finanziario in funzione dell’innovazione si conferma rilevante: è più alta per le assicurazioni (50%), seguite dalle banche (40%) e dagli intermediari specializzati (33%).
“La ricerca annuale AIFIn sui consumatori evidenzia un messaggio chiaro: l’innovazione non è un esercizio di stile, ma un fattore abilitante che deve tradursi in vantaggi concreti per i clienti. Inoltre, sebbene il settore non sia percepito tra i più innovativi, emerge come un abilitatore cruciale dell’innovazione a livello di sistema-Paese. In questo contesto, per rafforzare la propria posizione competitiva, le Istituzioni Finanziarie dovranno andare oltre una narrazione generica sull’innovazione e dimostrare di saperla trasformare in valore reale per il cliente.” — Sergio Spaccavento, Presidente di AIFIn.
La Redazione di FinancialInnovation.it
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