√ Il Chief Innovation Officer (CInO) entrerà nelle istituzioni finanziarie - FinancialInnovation.it
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Chief Innovation Officer (CInO): cosa farà nelle istituzioni finanziarie


Per banche, compagnie assicurative e intermediari finanziari l’innovazione sta diventando una priorità strategica in un contesto di mercato in cui si rileva una veloce e profonda trasformazione, come indicato nell’ultimo Osservatorio AIFIn/MarketLab “Innovazione Finanziaria”. Per migliorare la capacità e la governance dell’innovazione è prevista nei prossimi anni l’adozione di strutture organizzative dedicate e l’introduzione della figura del responsabile dell’innovazione.

Il mercato cambia velocemente anche per le istituzioni finanziarie sulla spinta dell’innovazione tecnologica (Fintech), dell’evoluzione dei bisogni e dei comportamenti della clientela, dell’ingresso di nuovi attori (start-up Fintech e le BigTech come Google, Amazon, Facebook e Apple), dell’evoluzione normativa, ecc.

Anche in un settore fortemente regolamentato e con elevate barriere all’ingresso come quello bancario, assicurativo e finanziario la “sopravvivenza” è a rischio per chi si opporrà passivamente al cambiamento.

Ecco allora che l’innovazione è considerata una priorità strategica dal 76% dei manager intervistati nell’ultimo Osservatorio "Innovazione Finanziaria" promosso da AIFIn – The Financial Innovation Think Tank – e realizzato da MarketLab – Financial Marketing & Research. La ricerca realizzata, come ogni anno tra gennaio e febbraio, è stata presentata durante il Convegno “Financial Innovation Day 2020” . All'interno dell'Executive Panel, per il top management intervistato la percentuale è leggermente più bassa per la prima priorità, ma più alta se consideriamo invece le prime tre priorità aziendali.

Dal 2006 l’Osservatorio rileva il modo in cui banche, compagnie assicurative e intermediari finanziari governano e gestiscono il processo di innovazione.

Per gli analisti di MarketLab la gestione dell’innovazione e le relative scelte organizzative sono in forte evoluzione negli ultimi anni. Nelle primissime edizioni dell’indagine si era spesso rilevata la sostanziale assenza di una responsabilità “strutturata” dell’innovazione. Nel tempo sono state inserite figure di responsabili dell’innovazione in alcune funzioni aziendali e principalmente (a volte contestualmente) in quella business/marketing e in quella tecnologica/organizzativa, non senza significative criticità in termini di coordinamento, se non in alcuni casi di conflittualità, spesso derivante da una non chiara strategia e concettualizzazione aziendale dell’innovazione.

Negli ultimi anni, sotto la spinta dell’evoluzione del contesto ambientale e competitivo e della relativa pressione sulla redditività, le istituzioni finanziarie hanno dovuto prendere coscienza della necessità di migliorare la loro capacità di innovazione. Ecco allora che soprattutto in alcune grandi istituzioni finanziarie è stata introdotta nell’organigramma la figura del Chief Innovation Officer (CInO), spesso a diretto riporto del CEO. Tuttavia ad oggi la presenza di questa funzione nel settore è ancora limitata a pochi casi.

È necessario evidenziare però che non è l’unica e possibile soluzione organizzativa utilizzata e adottabile. Altre istituzioni finanziarie hanno fatto scelte con diversi gradi di formalizzazione, strutturazione e obiettivi. Troviamo casi con un advisory board a cui partecipano esperti esterni; comitati di direzione interni a “perimetro” più o meno variabile (formati dai vari dirigenti aziendali); responsabili di progetti strategici e innovativi (ad es. digital transformation); e responsabili di programmi di open innovation.

"In realtà", evidenzia Sergio Spaccavento – CEO di MarketLab – , ”non esiste una soluzione organizzativa ideale, ma questa va disegnata rispetto alle caratteristiche e agli obiettivi della specifica istituzione finanziaria e alla relativa innovation maturity. E' necessario partire da un innovation assessment e, in funzione dei risultati, predisporre un percorso di miglioramento continuo della capacità di innovazione lavorando soprattutto sulle barriere culturali, strategiche, organizzative e operative”.

In ogni caso dall’Osservatorio AIFIn/MarketLab emerge che tra i manager intervistati l’81% dichiara l’utilità di avere una funzione organizzativa con responsabilità sull’innovazione all’interno delle istituzioni finanziarie e la soluzione preferita, tra le varie proposte, è stata proprio quella del CInO a diretto riporto del Top Management e con una sua struttura dedicata.

Tuttavia i manager coinvolti nella ricerca sono ben consapevoli delle diverse barriere e difficoltà che tale figura dovrà affrontare in questa tipologia di aziende.

Infatti c’è da sottolineare che le istituzioni finanziarie sono realtà complesse, con specificità tecniche e che operano in un mercato fortemente regolamentato. La troppa regolamentazione, con i relativi impatti in termini di risorse assorbite e di influenza sulle priorità strategiche, è stata indicata come una delle principali barriere all’innovazione. Tuttavia le difficoltà poste in evidenza dall’Executive Panel per sviluppare e gestire al meglio l’innovazione sono di varia natura ed entità, così come è diverso il commitment sull’innovazione dei vari livelli organizzativi.

Nell’Osservatorio sono state anche rilevate le principali responsabilità che il CInO dovrebbe avere e gli obiettivi strategici dell’innovazione. Un focus specifico nell'indagine è stato dedicato al tema “Corporate Governance e Governance dell’Innovazione” e al ruolo che il CdA (Consiglio di Amministrazione) ha e/o dovrebbe avere sul tema.

Infine l’Osservatorio evidenzia la possibile evoluzione che il CinO potrebbe avere, in termini di profilo e responsabilità, in relazione all'evoluzione dell'innovation maturity delle istituzioni finanziarie, nonchè la necessità di dotarsi di adeguate competenze e metodologie per migliorare la gestione dell’innovazione. AIFIn ha lanciato da alcuni anni una Academy proprio con l’obiettivo di migliorare le competenze in materia di innovazione finanziaria con specifici corsi e un Executive Master.

La redazione di FinancialInnovation.it