Sostenibilità ed innovazione per le banche: una relazione virtuosa - FinancialInnovation.it
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Sostenibilità ed innovazione per le banche: una relazione virtuosa


Intervista Giovanna Zacchi, Responsabile ESG Strategy - BPER Banca

Ha recentemente scritto un contributo per la rivista AIFIn “Marketing e Finanza”. Qual è la sua visione sulla relazione tra innovazione e sostenibilità?

La correlazione tra innovazione e sostenibilità non è sempre stata positiva. Potremmo addirittura affermare che erano concetti opposti tra loro poiché spesso le innovazioni tecnologiche sono state introdotte senza opportune valutazioni sui loro impatti ambientali e sociali, che immancabilmente si svelavano a danno di ecosistemi e persone. Nell’articolo a titolo puramente esemplificativo ho fatto l’esempio degli clorofluorocarburi (CFC).

Oggi invece l’innovazione, se ben gestita, può essere davvero un alleato della sostenibilità a tutti i livelli: che sia innovazione di prodotto o di processo può divenire determinante per la sostenibilità dello sviluppo.

Le aziende, e le banche in primis, sanno che la sostenibilità non è più un "nice to have", ma una vera e propria rivoluzione, un nuovo modello di business che pone le fondamenta proprio sulla re-ingegnerizzazione dei processi e dei prodotti destinati al mercato necessari per sviluppare modelli di business innovativi e sostenibili.

 

In tale contesto come si muove il sistema bancario e BPER?

Oggi le banche, con grande senso di responsabilità, hanno affiancato ai tanti progetti di inclusione finanziaria il ruolo di traino della transizione ecologica, con un occhio attento sulla digitalizzazione dei processi.

Il legislatore europeo e le diverse autorità di vigilanza (EBA, BCE, altro) hanno avuto senz’altro un ruolo cruciale nell’accelerazione dell’evoluzione dei modelli di gestione, monitoraggio e contenimento dei rischi ESG e degli annessi potenziali impatti economico-finanziari negativi.

Pienamente consapevole del ruolo primario di sostenibilità ed innovazione, BPER Banca le ha volute integrate profondamente nel proprio Piano Industriale 2022-2025, valorizzandone le potenzialità ed attribuendo loro una primaria funzione strategica. Questo ha comportato un profondo cambiamento organizzativo, di funzioni e di mindset, un nuovo modo di gestire l’operatività e di finalizzarla per un futuro migliore, equo, inclusivo e sostenibile.

Nel Piano Industriale è oggi fuso il Piano di Sostenibilità: sono stati uniti due binari che correvano paralleli e l’ESG Infusion è una delle leve trasversali che consolidano e abilitano i diversi ambiti progettuali. Sono stati definiti e comunicati al mercato target ESG precisi in termini di riduzione degli impatti ambientali diretti (-23% di emissioni di CO2 al 2025 e 100% di energia elettrica da fonti rinnovabili dal 2023) ma anche un chiaro supporto ai clienti nella transizione ecologica (7 miliardi di plafond ESG per famiglie e imprese) e un’attenzione al territorio, alla cultura, all’ inclusione (15 milioni di euro al 2025), alla gestione delle diversità (progetto D&I) e alle frange più deboli della società (progetti di inclusione e di educazione finanziaria), al fine di creare valore condiviso di lungo periodo per tutti gli stakeholder. Abbiamo investito con convinzione su tutte e tre le lettere ESG (Environmental, Social e Governance) individuando dei KPI che fossero misurabili nel tempo e anche rendicontabili.

 

Può fare qualche esempio di progettualità realizzata da BPER che unisce innovazione e sostenibilità?

La digitalizzazione dell’offerta di servizi che, attraverso tecnologie innovative, contribuiscono al miglioramento della produttività e, al contempo, creano esternalità positive grazie all’attenzione rivolta alla tutela ambientale e alle tematiche ESG in generale (anche solo il mero risparmio di enormi quantità di carta grazie ai processi paperless).

Il percorso di BPER in questa direzione parte da lontano ma ha avuto nel Piano Industriale 2022-2025 BPER e-volution un punto di svolta con il progetto F/YOUTURE.

F/YUOTURE ha l’obiettivo di digitalizzare la Banca attraverso l’evoluzione del modello distributivo ibrido e contestuale, capace di combinare la componente fisica con quella digitale. Nel corso del 2022 sono stati attuati interventi concreti volti alla creazione di una cultura aziendale digital e sono state create le capabilities necessarie per l’offerta di servizi remoti. Molti i progetti che abbracciano i canali della Banca in modalità self e remota quali: i) la filiale digitale che, per esempio, costituisce un nuovo modello distributivo che affianca la filiale tradizionale passando dal cliente in presenza al “cliente remoto”, con modelli di servizio declinati in base a ciascun segmento; ii) i canali digitali che abilitano la possibilità di svolgere l’operatività e l’acquisto di prodotti (lending, wealth, insurance, servizi transazionali e non finanziari quali assessment ESG, advisory ESG); iii) l’App Smart Mobile Trading per dare al cliente la possibilità di gestire gli investimenti da smartphone in totale autonomia; iv) la Firma Digitale per acquistare prodotti e servizi direttamente online in modalità paperless; v) Prestiti Digital.

Nell’articolo ho fatto, inoltre, riferimento anche ad altri progetti: tutti  esempi di un processo in continua evoluzione che sta impattando ogni area della Banca e che riteniamo sia in continua accelerazione.