Human-Centric Organization: la trasformazione digitale guidata dalle persone
Intervista a:
Ilaria Maria Dalla Riva, COO Italy & Head of People & Culture Italy - UniCredit
Ha recentemente scritto un articolo per la rivista AIFIn. UniCredit ha scelto di puntare sulla Human Centricity come asse portante della propria trasformazione. Qual è la visione che guida questa scelta?
Viviamo in un contesto in cui la trasformazione digitale è diventata una costante: nuove tecnologie, intelligenza artificiale e digitalizzazione dei processi ridisegnano ogni giorno il settore bancario. Tuttavia, la tecnologia da sola non è sufficiente per costruire organizzazioni sostenibili. Noi crediamo che l’innovazione abbia senso solo se guidata dalle persone e se capace di creare valore per le comunità interne ed esterne. Per questo abbiamo posto le Persone al Centro della nostra strategia, facendo della Human Centricity un vero paradigma organizzativo. Non è una scelta di comunicazione, ma un orientamento strutturale: significa sviluppare ambienti inclusivi, investire sul benessere dei collaboratori e rafforzare il senso di appartenenza, consapevoli che la performance nasce da comunità motivate e coese. La Human Centricity, nel nostro modello, non rappresenta un’alternativa all’efficienza, ma la condizione stessa per realizzarla: un’organizzazione può essere competitiva e innovativa solo se le persone sono messe nelle condizioni di crescere, di sentirsi ascoltate e di contribuire al cambiamento. In questo senso, UniCredit vuole essere un punto di riferimento per una banca moderna e responsabile, capace di coniugare trasformazione digitale, sostenibilità e centralità umana. La trasformazione di UniCredit parte da un principio tanto semplice quanto rivoluzionario: il valore di una banca non è solo nei prodotti o nei risultati finanziari, ma nelle persone che la compongono e nei clienti che serve. La centralità sulle persone si è sviluppata in più direzioni, attraverso investimenti mirati con nuove assunzioni, sviluppo del talento, formazione, benessere organizzativo e rinnovata cultura della leadership.
Nel suo articolo sottolinea il ruolo delle competenze come leva della trasformazione. Perché sono così centrali in un percorso Human-Centred?
Le competenze sono la chiave che rende possibile la transizione verso una banca davvero Human-Centred. La velocità con cui cambiano i contesti digitali e sociali rende obsoleti molti profili tradizionali, imponendo percorsi di reskilling e upskilling continui. La sfida non è soltanto tecnica: non si tratta di imparare a usare nuovi strumenti digitali, ma di sviluppare un mindset aperto, capace di affrontare l’incertezza e di trasformarla in opportunità. Per questo investiamo in programmi di formazione a più livelli, che combinano hard skills e soft skills, affinché le persone possano evolvere in parallelo con le richieste del mercato. La nostra idea di competenza, infatti, è ampia: accanto alle capacità digitali servono resilienza, creatività, leadership e capacità di relazione. Non è più sufficiente eseguire procedure: serve saper interpretare la complessità, comunicare in modo efficace e guidare team eterogenei. UniCredit ha quindi scelto di fare della formazione un asset strategico permanente, non un intervento episodico. Creiamo così un ecosistema di apprendimento continuo, dove lo sviluppo delle persone non è un obiettivo accessorio, ma parte integrante della strategia aziendale. La centralità delle competenze diventa, quindi, la traduzione concreta della Human Centricity in termini di sostenibilità, inclusione e competitività. La UniCredit Corporate University, lanciata in Italia e poi estesa a tutti i 13 Paesi del Gruppo, rappresenta oggi uno degli asset principali per lo sviluppo continuo delle competenze. Ogni anno vengono erogate in media 1,2 milioni di ore di formazione per 26.000 partecipanti, di cui il 90% dedicate al business e al risk management e il 30% in presenza. L’indice di gradimento medio della formazione in aula è elevato e pari a 8.8/10. L’innovativa offerta della UniCredit Corporate University conta un catalogo di 196 corsi articolati sulle diverse aree tematiche Business, Risk, People e Competenze del Futuro. In questi due anni il modello di servizio della Corporate University si è evoluto in linea con la strategia del Gruppo per essere parte integrante della trasformazione e dell’accelerazione. Un nuovo modello formativo in sinergia con il business che, attraverso una stretta compartecipazione, ha consentito di potenziare la formazione sempre più vicina ai bisogni dei colleghi, per supportare l’evoluzione dell’approccio alla consulenza, un modello di formazione in cui i ruoli di sintesi sono i protagonisti della crescita delle competenze delle proprie persone. Questo approccio favorisce la diffusione di una cultura dell’apprendimento come condizione di vantaggio competitivo e che si focalizza sulle competenze evolutive dei ruoli.
Come avete tradotto questa visione in iniziative concrete e quale ruolo gioca l’innovazione nel percorso di UniCredit?
La nostra trasformazione si concretizza in un insieme integrato di progetti che mettono la persona al centro. Abbiamo ripensato i modelli di leadership, spostandoci da logiche gerarchiche a logiche collaborative: oggi il leader non è più solo colui che assegna compiti, ma chi facilita il dialogo, motiva i collaboratori e crea senso di appartenenza. Allo stesso tempo, lavoriamo per costruire ambienti inclusivi, in cui diversità e rispetto siano vissuti come valori quotidiani e non come principi astratti. Sul fronte dell’innovazione, abbiamo scelto di coniugare digitalizzazione e cultura organizzativa: investiamo in nuove tecnologie, ma parallelamente accompagniamo le persone con percorsi formativi e strumenti che ne facilitino l’adozione. È così che l’innovazione diventa sostenibile, perché non produce esclusione, ma coinvolge e responsabilizza tutti. L’obiettivo è trasformare UniCredit in una Human-Centric Organization, flessibile e resiliente, capace di crescere grazie al contributo autentico dei propri collaboratori. L’innovazione, dunque, non è solo tecnologia ma capacità di rinnovare processi, relazioni e leadership. In questo equilibrio tra umano e digitale vediamo la strada per rafforzare la nostra competitività, generare valore condiviso e costruire la banca del futuro. Uno degli elementi di innovazione è stato introdotto in affiancamento ai modelli tradizionali di talent management. Infatti dal 2023 abbiamo cambiato il paradigma sul talento ed avviato il progetto ”talento diffuso” che nasce dal concetto che tutti noi abbiamo almeno un talento, che deve essere identificato, sviluppato e allenato per esprimersi appieno. Per noi di UniCredit il talento è quella caratteristica che ci rende unici. Solo con l’allenamento costante può emergere la differenziazione del talento. 12.000 persone hanno scelto di mettersi in gioco per scoprire e accrescere la consapevolezza delle proprie caratteristiche, sono state erogate oltre 25.000 ore di formazione dedicate all’allenamento dei talenti emersi. Scoprire, allenare e valorizzare i Talenti di ciascun collega per massimizzare i contributi di tutti facendo leva sui punti di forza di ciascuno e allineando le motivazioni e le caratteristiche individuali con i bisogni dell’organizzazione. Ogni persona ha un talento, un elemento unico e distintivo che deve essere identificato ed allenato affinché la differenza di ognuno di noi possa fare la differenza a livello di un’intera organizzazione. Siamo la prima azienda che in Italia dice “noi abbiamo tutti talenti”. Ed è qui la sfida: non cerchiamo solo i talenti, ma il talento in ogni persona. Questo da una parte ci permette di operare con l’intera squadra attraverso le potenzialità individuali e dall’altra dà a ciascun individuo un ruolo importante, quello di essere parte attiva del proprio sviluppo professionale e della trasformazione aziendale.
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