Dalla strategia alle azioni di sostenibilità: lo stakeholder engagement e lo sviluppo di buone pratiche ESG
Intervista a: Roberta Famà, Chief ESG, Brand e Rapporti Istituzionali – Gruppo Cassa Centrale
Ha scritto un articolo per la Rivista AIFIn. In che modo l’identità cooperativa del Gruppo Cassa Centrale orienta la strategia di sostenibilità e la creazione di valore per i territori?
Per il Gruppo Cassa Centrale, la sostenibilità non rappresenta una novità da aggiungere al modello di business: deriva dai principi della cooperazione e della mutualità, che pongono al centro Soci, persone e comunità. Il Gruppo riunisce 65 Banche di Credito Cooperativo, Casse Rurali e Raiffeisenkassen, che detengono oltre il 95% del capitale della Capogruppo, e opera attraverso più di 1.500 sportelli in oltre 1.000 Comuni. Questa struttura permette di coniugare solidità, capacità di innovazione e coordinamento di un grande Gruppo con l’autonomia e la prossimità delle banche locali. La finalità non è solo economica: è promuovere un vantaggio mutualistico e un valore duraturo per i territori. Anche gli Statuti delle BCC e della Capogruppo richiamano il miglioramento delle condizioni economiche, sociali e culturali delle persone e la coesione sociale. Su queste basi si innesta il Piano di Sostenibilità 2026–2028, integrato nel Piano Strategico di Gruppo, che si articola lungo tre direttrici: transizione green, valorizzazione dell’impronta sociale e costruzione di un’identità e una cultura di Gruppo condivise. La sfida è proprio dare coerenza all’azione comune senza appiattire le diversità locali: sostenere una strategia di insieme, lasciando alle singole banche la capacità di leggere bisogni e opportunità delle comunità in cui operano. È in questo equilibrio tra visione di Gruppo e radicamento territoriale che la sostenibilità può tradursi in iniziative concrete e riconoscibili.
Quale ruolo svolgono l’ascolto degli stakeholder e la condivisione delle “Buone Pratiche” nel trasformare la strategia di sostenibilità in iniziative concrete?
Per una banca locale l’ascolto non è un appuntamento occasionale richiesto dalla rendicontazione, ma un’attività quotidiana, intrecciata alle relazioni con Soci, clienti e comunità. Nel Gruppo Cassa Centrale questo dialogo alimenta sia le iniziative delle banche affiliate sia le priorità condivise dalla Capogruppo. Da qui nasce anche il lavoro sulle “Buone Pratiche”: da cinque anni, insieme ad un partner scientifico, il Gruppo raccoglie e analizza le esperienze ambientali, sociali e cooperative sviluppate dalle banche e dalle società controllate. L’obiettivo va ben oltre un inventario. Conoscere ciò che funziona nei diversi territori consente di far circolare metodi e soluzioni, favorire l’apprendimento reciproco e adattare le iniziative ad altre realtà, senza imporre modelli identici. Il processo funziona anche in senso inverso: bisogni ricorrenti emersi localmente possono suggerire progettualità comuni. È il caso del progetto di educazione finanziaria avviato nel 2025, che valorizza esperienze già presenti nelle banche e mette a disposizione strumenti condivisi, come il portale “A Buon Rendere”, contenuti didattici e collaborazioni qualificate, anche con FEduF. Le esperienze condivise consentono anche alle realtà più piccole di accedere a contenuti autorevoli e strumenti professionali comuni. In questo modo l’engagement diventa una leva per trasformare l’ascolto in progettualità diffuse, rafforzando insieme l’iniziativa locale e l’impatto del Gruppo sulle comunità.
L’articolo dedica particolare attenzione all’autonomia economica delle donne e alla prevenzione. Come si inseriscono queste iniziative nella visione di sostenibilità sociale del Gruppo?
Un aspetto importante del nostro approccio riguarda la consapevolezza economica delle donne. Rafforzare l’educazione finanziaria non significa partire da una presunta carenza di competenze, ma riconoscere e valorizzare capacità spesso già presenti, affinché ciascuna persona possa prendere decisioni autonome, comprendere i rischi e affrontare con maggiore sicurezza il proprio futuro. In questa prospettiva si inserisce l’adesione all’iniziativa “Le Banche per l’autonomia finanziaria ed economica delle donne”, nell’ambito del progetto “Una donna, un lavoro, un conto”. L’attenzione al benessere delle persone emerge anche nella partnership nazionale del 2026 con la Race for the Cure, promossa dalla Fondazione Komen Italia per la prevenzione dei tumori del seno. Il Gruppo coinvolge le banche affiliate nelle tappe territoriali e può portare nei Villaggi della Prevenzione il tema della consapevolezza economica femminile. Per noi questa partnership supera la dimensione della sponsorizzazione: promuove prevenzione, partecipazione e consapevolezza. Il legame tra salute e autonomia finanziaria è concreto: prendersi cura di sé significa anche avere strumenti per gestire imprevisti e costruire scelte consapevoli. Sono iniziative differenti, accomunate da un principio: partire dai bisogni delle comunità e sostenerne la capacità di scegliere e partecipare. È così che la sostenibilità del modello cooperativo si esprime non solo in impegni generali, ma in azioni vicine alla vita delle persone.
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