AIFIn: innovazioni nel Risk Management & Internal Control 2025 - FinancialInnovation.it
Workshop AIFIn

AIFIn: innovazioni nel Risk Management & Internal Control 2025


Il Workshop AIFIn ha evidenziato come le funzioni di controllo siano oggi chiamate a innovare modelli e competenze, affrontare i rischi emergenti e supportare i Board nella definizione di scelte strategiche consapevoli.

Visioni, strategie e innovazioni nel Risk Management & Internal Control delle Istituzioni Finanziarie. È stato questo il tema del confronto durante il recente Workshop AIFIn, nono appuntamento del programma annuale che vedrà nel 2025 quindici incontri monotematici. I Workshop sono parte integrante dell’Osservatorio AIFIn Innovazione Finanziaria, giunto alla sua XXI edizione.

Il Workshop, riservato alle Istituzioni Finanziarie aderenti al Think Tank, è stato introdotto e moderato da Sergio Spaccavento, Presidente di AIFIn, che ha sintetizzato i principali temi dell'incontro: “ Il risk management moderno ed evoluto nelle Istituzioni Finanziarie si conferma oggi sempre più una funzione strategica. Questa è chiamata non solo a garantire la resilienza operativa ma a supportare il Board nella consapevolezza dei rischi e nell’orientare le scelte strategiche. I vari relatori hanno evidenziato come questo ruolo evolutivo si collochi in un contesto in rapida trasformazione, caratterizzato da crescente complessità, interconnessioni e rischi emergenti che richiedono un continuo adattamento. Il tema centrale emerso è la necessità per le funzioni di controllo di innovare i propri modelli, processi e competenze, contribuendo in modo concreto alla resilienza e alla trasformazione dei modelli di business delle Istituzioni Finanziarie. La complessità non può essere gestita con logiche a silos, ma impone un approccio olistico e integrato, capace di leggere le interdipendenze tra rischi e basata su possibili scenari futuri. Un approccio forward looking nella gestione dei rischi quindi diventa imprescindibile: significa sviluppare scenari prospettici per supportare la predisposizione di opzioni e le relative scelte strategiche da parte dei Board. La cultura del rischio rappresenta un pilastro fondamentale in questa direzione soprattutto nel comprendere e affrontare nuovi rischi. "Cultura del rischio" è stata infatti una delle parole più citate durante il workshop: senza una cultura diffusa e misurabile, i modelli di controllo restano inefficaci. Un focus particolare è stato dedicato ai rischi cyber, emersi come uno dei principali fronti di vulnerabilità in un contesto sempre più tecnologico. È stato sottolineato come per analizzare e gestire questi rischi non basta un approccio tradizionale di risk management ma servono anche nuove soluzioni organizzative, competenze specializzate, collaborazione con terze parti. In particolare l’Intelligenza Artificiale da un lato abilita capacità di analisi, automazione e prevenzione, dall’altro introduce nuovi rischi di sicurezza e dipendenza dai fornitori. L’evoluzione normativa sul tema si conferma come driver di innovazione per la gestione dei rischi tecnologici e delle terze parti, ma anche in questo caso si è ribadito la necessità di andare oltre la compliance. Proprio sul fronte normativo si è discusso di come rispondere alle aspettative delle autorità di vigilanza su rischi climatici e di come sia possibile integrare questi fattori nei modelli di valutazione dei rischi e attraverso metriche innovative con un orizzonte prospettico a lungo termine e con l’obiettivo di stimolare scelte strategiche consapevoli da parte dei Board. Infine, si è condiviso come anche i processi di controllo regolamentare possano beneficiare dell’innovazione tecnologica: l’automazione dei controlli può produrre significativi vantaggi in termini di efficienza e liberare tempo per attività a valore aggiunto. La sfida è quella di ampliare l’uso di queste tecnologie a use case anche più complessi ma con una chiara identificazione del ruolo umano nel processo. In sintesi, le esperienze presentate convergono su un messaggio chiaro: le funzioni di controllo non sono più solo presidio di conformità, ma diventano abilitatrici di resilienza e di fiducia, elementi sempre più determinanti per la sostenibilità e il posizionamento competitivo delle Istituzioni Finanziarie.”

Francesco Betti, Chief Risk Officer di ANIMA, ha aperto il workshop con un intervento sul tema “Enterprise Risk Management e la sfida della complessità nella gestione dei rischi” evidenziando come “la complessità del mondo che ci circonda sta aumentando, ed è oggi molto rischioso analizzare il futuro con gli occhiali del passato. Al contrario, occorre sapere abbracciare una prospettiva di innovazione, non solo tecnologica ma soprattutto in termini di strumenti conoscitivi e interpretativi. L’analisi delle interdipendenze tra i rischi in un sistema di Enterprise Risk Management è un esempio di come questo nuovo approccio olistico possa portare ad una comprensione e gestione più avanzata dei rischi d’impresa”.

Elisa Corsi, Chief Risk Officer di Volksbank · Banca Popolare dell’Alto Adige, ha portato un intervento dal titolo "Sviluppare la cultura del rischio in una banca: sfide ed opportunità”. La relatrice ha evidenziato come senza una cultura del rischio radicata, nessun modello di controllo può essere realmente efficace: la governance bancaria deve quindi porre la cultura al centro della propria azione, come fattore di competitività, sostenibilità e fiducia verso gli stakeholder.

Paolo Pennacini, Chief Risk Officer di ViViBanca, ha esposto il tema “Cyber Risk Strategia e Implementazione per ViViBanca”. Il relatore ha parlato di come “L'intervento sulla strategia e implementazione del Cyber Risk per ViViBanca evidenzia le sfide crescenti che le banche affrontano a causa dell'aumento degli attacchi informatici, come gli attacchi DDoS, le minacce avanzate come gli Advanced Persistent Threats (APT) e il ransomware mirato. Inoltre, sottolinea l'uso dell'Intelligenza Artificiale da parte dei criminali per creare deepfake e phishing avanzato, e l'importanza di conformarsi a normative stringenti come NIS2 e DORA. La mission di ViViBanca è quella di proteggere asset e dati e garantendo la fiducia degli stakeholders. Questo obiettivo è raggiunto attraverso una gestione integrata del rischio aziendale, investimenti in tecnologia avanzata - per rilevare e rispondere alle minacce in tempo reale – unitamente alla promozione di una cultura della sicurezza tra i dipendenti. Per implementare questa strategia, ViViBanca ha creato un'unità autonoma per gestire centralmente il cyber risk, collaborando con partner specializzati per test di intrusione e valutazione delle vulnerabilità. In tale ambito, il Consiglio di Amministrazione supervisiona la strategia e assicura le risorse necessarie, coinvolgendo tutti i dipartimenti per una gestione olistica del rischio”.

Mattia Radice, Head of Risk Management di Numia, ha parlato di “Risk Management nei servizi di pagamento: tecnologia e terze parti”. Il relatore ha evidenziato come DORA spinge verso una gestione del rischio dinamica e sistemica, dove la resilienza è un processo continuo, non solo un insieme di regole. In tal senso, la resilienza è abilitatrice di innovazione, dove l’organizzazione resiliente è quella che utilizza strumenti evoluti.

Paolo Capelli, Head of Risk Management di Etica sgr, ha portato una case history su ‘‘La sfida del Rischio climatico” evidenziando come “Il ruolo del Risk Manager diventa vieppiù strategico per la società in cui lavora, a fronte della necessità di adeguamento dei modelli e del framework dei controlli imposta dalla Normativa sui rischi climatico-ambientali. La richiesta del Regolatore di elaborare scenari di stress ambientale e di misurarne gli impatti, sia sulla struttura societaria sia sugli investimenti dei fondi comuni di investimento, da un lato rappresenta una sfida quantitativa azzardata (data la mancanza di un elevato livello di confidenza per previsioni su un lungo arco temporale), da affrontare per mezzo di un approccio teorico che introduca un’approssimazione opportuna e accettabile, ma, dall’altro canto, costituisce un valido stimolo per ogni SGR, e per il sistema dell’asset management nel suo complesso, puntando a migliorarne l’asset allocation, al fine di agevolare una vera decarbonizzazione dei portafogli.”

Ha concluso il workshop Gianni Casoni, Competence Leader - Responsabile Controlli sulla Distribuzione - Referente Interno Antiriciclaggio di Credemvita, che ha portato una riflessione sul tema “Innovare: l’automazione controlli normativi sulla distribuzione assicurativa”. Il relatore ha sottolineato come “l'evoluzione dei controlli sulla distribuzione assicurativa non è solo una necessità, ma una straordinaria opportunità. Integrando nuove tecnologie e intelligenza artificiale, possiamo trasformare un processo tradizionalmente complesso in un ecosistema più efficiente, aprendo la strada a standard di supervisione e conformità senza precedenti”.

 

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