√ Ecosistemi e innovazione assicurativa - FinancialInnovation.it
OpinionLeader_FinancialInnovation

Ecosistemi e innovazione assicurativa


Alberto Federici, Direttore Marketing, UnipolSai Assicurazioni

Come sta evolvendo il mercato assicurativo?

Il mercato assicurativo italiano può essere osservato da angolazioni diverse che potrebbero suggerire letture molto differenti. Da un lato appare come un mercato ancora molto tradizionale, nei prodotti, nei servizi e nei canali di vendita, tutti molto simili a quelli che già esistevano alcuni decenni fa; dall’altro lascia intravedere numerosi segnali che invece indicano un percorso di cambiamento già avviato e che si consoliderà nei prossimi anni.

Faccio qualche esempio. Prodotti e servizi. Quelli più venduti sono gli stessi da sempre, in particolare le polizze auto, la cui esistenza/necessità è tale, nella forma attuale, da quando fu introdotta decenni fa l’obbligatorietà dell’assicurazione auto. E lo stesso dicasi per gli altri principali prodotti, la casa, gli infortuni etc. Ciò che ancora emerge, solo superficialmente perché il fenomeno è recente, è che in realtà i prodotti si stanno arricchendo di servizi, basti pensare per esempio alla black box che molte compagnie assicurative propongono.

Al tempo stesso sono nati prodotti in ambiti che magari sono sempre esistiti ma che sino a pochi anni fa erano appannaggio di una ristretta cerchia di assicurati. Penso soprattutto alle polizze sanitarie che stanno sempre più intercettando una domanda di prevenzione/cura/protezione, persino di wellbeing che un tempo o era meno avvertita (il benessere appunto) o la cui soddisfazione era comunque demandata alla sanità pubblica. Proprio il progressivo ritiro della parte pubblica dalla sanità, acuito dalla contrazione delle risorse economiche disponibili, penso favorirà un forte sviluppo di quelle compagnie che saranno in grado di intercettare i bisogni sanitari dei cittadini offrendo soluzioni moderne, tecnologicamente avanzate ed economicamente alla portata di tutti.

 

Qual è la strategia di UnipolSai in un mercato sempre più competitivo?

UnipolSai sta concludendo un piano industriale (2018-2021) che ha percorso basandosi sulla strategia della creazione di tre differenti ecosistemi: mobility, welfare e property (casa). Ovvero UnipolSai ha iniziato a proporsi al mercato non più solo come una compagnia generalista tradizionale che “vende polizze” ma come una realtà in grado di affiancare alle polizze prodotti e servizi non solo assicurativi. Dal momento che le polizze auto costituiscono ancora oggi il business prevalente della compagnia, è normale che il primo ecosistema che si è sviluppato sia stato quello della mobilità. Il che nel concreto significa avere lanciato prodotti che stanno nel “mondo dell’auto”, come per esempio il cuscino “intelligente” per i bambini, ma anche aver acquisito una società che si occupa di noleggio a lungo termine, ribattezzata UnipolRental, che opera in un segmento di mercato ancora piccolo ma in grande sviluppo. Non solo; a breve Unipol entrerà nel mondo del telepedaggio autostradale facendo concorrenza a Telepass, che oggi agisce in situazione di monopolio. Ma la stessa UnipolSai ha acquisito una società che vende auto usate online (Cambiomarcia) ed anche una nuova società che vende biciclette elettriche (Cambiobike). Insomma, c’è un fiorire di attività e di progetti che dimostrano tutto il dinamismo del Gruppo Unipol in questo settore e che consolida una direzione già intrapresa oltre 15 anni fa quando Unipol fu la prima assicurazione in Italia a commercializzare Unibox, la scatola nera che oggi è già stata installata da 4,5 milioni di nostri clienti e che è molto utile in termini di sicurezza alla guida.

All’ecosistema mobility UnipolSai ha affiancato più recentemente l’ecosistema welfare, partendo dal ventennale know how di Unisalute, la compagnia del Gruppo Unipol specializzata nel ramo malattia, per intercettare quel bisogno di cura e protezione che sta progressivamente crescendo e che, come accennato prima, lo Stato riesce sempre meno a soddisfare. A questi due ecosistemi se n’è aggiunto un terzo, quello del property, che vuole proporre soluzioni e servizi nuovi nel mondo della casa che continua a rimanere il bene più apprezzato e ricercato dalla maggioranza degli italiani. Ecco, nel prossimo piano industriale l’obiettivo sarà soprattutto quello di continuare a sviluppare questi tre ecosistemi.

 

Cosa significa innovazione nel mercato assicurativo?

Forse non se ne ha all’esterno una percezione adeguata ma nel mondo assicurativo si continua ad innovare. Certo, in termini di prodotto si tratta di migliorie che molto spesso non incidono sulla struttura del prodotto stesso e forse per questo sono meno visibili. Si innova molto di più nell’ambito dei servizi legati alle polizze e in questo caso ogni compagnia potrebbe fare un lungo elenco di attività che ha avviato egli ultimi anni. Faccio un esempio relativo a qualcosa che, per fortuna, nella media ogni italiano tocca raramente con mano: la liquidazione dei sinistri. Se un assicurato fosse capitato di avere un incidente un mese fa a dieci anni di distanza da quello precedente, si sarebbe accorto immediatamente che ottenere la liquidazione di un sinistro è oggi molto diverso dal passato: procedure chiare e semplici basate sempre più spesso sull’utilizzo del digitale e tempi di attesa di gran lunga ridotti. Non siamo ancora arrivati alla liquidazione real time o quasi ma non parliamo di una chimera: verrà il giorno, io credo davvero piuttosto vicino, nel quale la liquidazione dei sinistri, almeno quelli più semplici, avverrà in pochi secondi: una foto del danno inviata dallo smartphone, una valutazione fatta da robot in pochi secondi e l’accredito sulla app del cliente della somma rimborsata.

Ecco, se devo immaginare dove avremo i maggiori progressi in termini di innovazione da parte delle assicurazioni direi che ciò avverrà nella relazione con il cliente che sarà sempre più comoda per il cliente stesso. Comoda nel senso che il cliente potrà entrare in contatto con il proprio agente quando vorrà, di fatto 24 ore al giorno, come vorrà, fisicamente o a distanza, per ottenere una serie di servizi che oggi richiedono più tempo e soprattutto non sono seamless, come si usa dire ora, ovvero spesso non sono ancora abbastanza fluidi. Dall’ottenere un preventivo anche complesso al pagare una qualsiasi polizza o servizio acquistato, dal ricevere risposta a domande e dubbi al fissare un appuntamento con uno specialista compreso nell’assicurazione sanitaria sottoscritta tramite app, il tutto avverrà in tempi velocissimi, conformandosi a quel mindset che oggi ha resettato tutte le nostre aspettative secondo i parametri dei colossi del digitale, Amazon in  primis che consegna cibo a casa in un’ora e il libro acquistato al massimo il giorno dopo. Non sono entusiasta nel dirlo perché mi rendo conto che la cultura del “tutto e subito” non sempre è adeguata, però occorre essere realisti, il mondo va in quella direzione e le aziende che non si adeguano rischiano di essere tagliate fuori nel giro di breve tempo.