L’innovazione nel settore bancario, assicurativo e finanziario: percezioni e aspettative nella visione dei manager
L’indagine annuale realizzata nell’ambito dell’Osservatorio Innovazione Finanziaria AIFIn offre una fotografia articolata della percezione che manager del settore hanno riguardo al livello di innovazione, alle priorità strategiche, alle barriere interne e alle prospettive future.
L’indagine ha coinvolto oltre 100 manager e professionisti del settore bancario, assicurativo e finanziario, tra quelli partecipanti al programma Workshop AIFIn “Strategie e Innovazioni” 2024. Gli intervistati hanno potuto esprimere le proprie opinioni anche sulla base dell’osservazione e valutazione di oltre cento visioni e casi concreti di innovazione, presentati durante gli incontri. I casi analizzati hanno riguardato sia le aree di business (bancario, assicurativo e finanziario) sia le funzioni trasversali (HR e organizzazione, Operations, Marketing e comunicazione, Risk Management e Interna Control), offrendo così una visione ampia e articolata dei percorsi di trasformazione e delle strategie adottate dalle diverse Istituzioni Finanziarie.
Nel complesso, i partecipanti indicano una valutazione moderatamente positiva del livello di innovazione espresso del settore nel 2024. La maggior parte colloca il livello raggiunto in una fascia “medio-alta”, a conferma di una transizione in atto, ma non ancora giunta a piena maturità. Nonostante ciò, l’innovazione è considerata una priorità strategica di rilievo: il 73% degli intervistati la colloca tra le prime tre priorità aziendali. Tale intenzionalità strategica però non sempre si riflette nella valutazione della capacità di innovazione delle proprie organizzazioni. La tecnologia si conferma il principale driver di innovazione nel settore e l’AI la parola chiave più citata dai manager in questa edizione. Nel corso dell’indagine, ai partecipanti è stato anche chiesto di indicare, per ciascuna area di mercato (es. Retail Banking, Consulenza Finanziaria e Private Banking, Assicurazioni Vita o Danni, Credito al Consumo, Pagamenti, Asset Management, ecc.), i brand delle Istituzioni Finanziarie percepiti come più innovativi. Tale esercizio ha permesso di fornire una mappatura delle realtà ritenute maggiormente distintive in termini di capacità innovativa nei rispettivi ambiti di mercato. L’analisi restituisce un quadro utile per comprendere il posizionamento competitivo in ottica di innovazione percepita, contribuendo alla definizione di benchmark settoriali e alla valorizzazione delle best practice.
“AIFIn, da oltre 20 anni, promuove la diffusione di una cultura dell’innovazione nelle Istituzioni Finanziarie, stimolandone il miglioramento continuo anche sul piano strategico, organizzativo e comunicativo. Abbiamo sviluppato una metodologia rigorosa (il Financial Innovation Maturity Model - FIMM) per riconoscere e valorizzare le Istituzioni Finanziarie Innovative: un percorso di eccellenza volto a generare, attraverso l’innovazione, la capacità di generare valore in modo sostenibile nel lungo periodo. Sono 85 le Istituzioni Finanziarie – tra banche, compagnie assicurative, intermediari finanziari e assicurativi – incluse nel Financial Innovation Maturity Index (FIMI) di AIFIn relativo all’anno 2024. Le Istituzioni Finanziarie aderenti AIFIn dimostrano di essere particolarmente sensibili ed impegnate in questo percorso. L’Accreditamento AIFIn come “Istituzione Finanziaria Innovativa” rappresenta un passaggio ulteriore in questa direzione anche con l’obiettivo di rendere più strutturata e trasparente questa valutazione per gli stakeholder”, dichiara Sergio Spaccavento – Presidente AIFIn
Dall’indagine emerge un divario significativo tra la dimensione strategica e quella esecutiva dell’innovazione. Il top management (CEO e primo livello dirigenziale) è percepito come il livello organizzativo maggiormente sensibile al tema dell’innovazione, ma non sempre, nella visione degli intervistati, esprime un commitment adeguato a trasformare l’intenzionalità strategica in una reale capacità di execution. Ne deriva una difficoltà nel tradurre la visione innovativa in adeguate risorse e azioni che possano portare a risultati concreti, limitando il potenziale impatto dell’innovazione sul raggiungimento degli obiettivi di competitività e performance delle Istituzioni Finanziarie. Invece, il coinvolgimento dei livelli operativi e dei Consigli di Amministrazione risulta ancora insufficiente. Questo evidenzia una cultura dell’innovazione non ancora pienamente diffusa e una partecipazione al cambiamento disomogenea. Per AIFIn è cruciale da un lato rafforzare il ruolo del CDA nell’indirizzare strategicamente l’innovazione, tema spesso trascurato nei Board per carenza di competenze specifiche, che non sono solo tecnologiche. Dall’altro, è necessario coinvolgere tutta la popolazione aziendale, incluse le reti commerciali che hanno il fondamentale ruolo di portare l'innovazione sul mercato. La capacità di execution rappresenta una delle aree più critiche: i processi e gli strumenti a supporto dell’innovazione ricevono valutazioni inferiori rispetto alla vision e alla leadership. In altre parole, anche laddove l’innovazione è integrata nella strategia, l’attuazione operativa risulta in alcuni casi non essere efficace, adeguatamente scalabile e continua.
“L’Innovation Assessment sviluppato da AIFIn consente alle Istituzioni Finanziarie di misurare il proprio grado di maturità nella gestione dell’innovazione, attraverso l’analisi di 12 dimensioni chiave. Il modello proprietario si configura come un vero e proprio framework strategico, orientato al miglioramento continuo della capacità innovativa. Esso si colloca a un livello superiore rispetto a un sistema standard di gestione dell’innovazione, integrandolo e ampliandone la portata in una logica evolutiva e strategica. Le evidenze emerse dall’Osservatorio mostrano tuttavia come, ad oggi, alcune dimensioni risultino ancora caratterizzate da livelli di sviluppo meno maturi, evidenziando la necessità di un rafforzamento selettivo di specifici ambiti della capacità di innovazione.” commenta, Sergio Spaccavento – Presidente AIFIn.
Tra le barriere interne più rilevanti indicate dai manager intervistati si evidenziano: la complessità organizzativa, la scarsa capacità di collaborazione trasversale, la presenza di tecnologie legacy, l’eccessiva attenzione alla normativa che spesso impatta sulle altre priorità strategiche. Tali elementi delineano un contesto organizzativo rigido, in cui la governance è spesso rallentata da vincoli interni. La bassa propensione al rischio e la resistenza al cambiamento continuano a rappresentare ostacoli significativi all’adozione sistemica dell’innovazione.
“AIFIn fornisce raccomandazioni finalizzate a rafforzare la capacità di innovazione delle Istituzioni Finanziarie. La cultura dell’innovazione e la cultura del rischio rappresentano, in un contesto fortemente regolamentato, due dimensioni complementari e interdipendenti: la loro integrazione risulta essenziale per favorire il coinvolgimento trasversale di tutte le funzioni aziendali e di tutti i livelli organizzativi. In questa prospettiva, AIFIn promuove un modello di innovazione diffusa, nel quale, pur essendo previsto un presidio centrale di coordinamento, ogni unità organizzativa è chiamata a contribuire attivamente al processo innovativo attraverso figure dedicate – i financial innovation manager – dotate di competenze specifiche, mindset e strumenti adeguati a supportare la realizzazione della strategia complessiva di innovazione dell’Istituzione Finanziaria.” dichiara ancora Sergio Spaccavento – Presidente AIFIn.
La sostenibilità del modello di business attuale è percepita come solida nel medio termine, ma solo il 45% degli intervistati la ritiene tale anche nel lungo periodo (10 anni). I rischi percepiti per la sostenibilità futura sono molteplici e trasversali: dalla pressione competitiva all’ingresso nel mercato di nuovi player digitali, alle difficoltà di adattamento tecnologico e organizzativo, fino alle crescenti complessità normative. Particolarmente sentita è la minaccia di non riuscire a trasformare tempestivamente i modelli di business, in un contesto tecnologico e competitivo in rapida evoluzione – rischio avvertito soprattutto dagli operatori più piccoli e tradizionali. Nonostante tali sfide, i partecipanti immaginano le Istituzione Finanziaria del futuro come un’organizzazione profondamente trasformata: digitale, veloce, automatizzata, basata sull’intelligenza artificiale e sui dati per essere predittiva, ma al contempo umana, accessibile, personalizzata e sostenibile. La visione prevalente è quella di un sistema in grado di coniugare efficienza tecnologica ed empatia relazionale, agilità e trasparenza, scalabilità e prossimità al cliente.
"AIFIn incoraggia le Istituzioni Finanziarie a sviluppare una visione prospettica, supportandole nell’adozione di metodologie avanzate finalizzate all’elaborazione di strategie di anticipazione e innovazione, in grado di rafforzare la resilienza e la sostenibilità dei modelli di business. In quest’ottica si inseriscono le nuove iniziative promosse all’interno dell’Osservatorio Innovazione Finanziaria, tra cui i due Verticali tematici 'AI Financial Innovation' e 'Human Centricity', concepiti per offrire alle Istituzioni strumenti di analisi e orientamento strategico di fronte alle sfide emergenti. L’approccio di AIFIn è inclusivo e trasversale: il coinvolgimento è aperto a tutte le Istituzioni Finanziarie, indipendentemente dalla tipologia e dalla dimensione. Riteniamo, anzi, che proprio le realtà più piccole e tradizionali possano trarre maggior beneficio dal partecipare ad un percorso strutturato di sviluppo della cultura dell’innovazione. Promuoviamo inoltre un approccio stakeholder-driven, basato sull’ascolto sistematico dei bisogni e delle aspettative dei principali portatori di interesse – in primis clienti e reti distributive – attori chiave per l’adozione e la diffusione dell’innovazione all’interno dell’ecosistema finanziario. La nostra ambizione è che l’innovazione rappresenti, per le Istituzioni Finanziarie, non solo una leva di competitività e creazione di valore per gli azionisti, ma anche un fattore abilitante di impatto positivo per il sistema economico e sociale nel suo complesso." conclude Sergio Spaccavento – Presidente AIFIn.
In conclusione, l’indagine restituisce l’immagine di un settore bancario, assicurativo e finanziario in piena transizione e trasformazione: consapevole della necessità di cambiamento, dotato di visione strategica e ambizione, ma ancora frenato da rigidità strutturali, culturali e operative. La sfida cruciale per i prossimi anni sarà colmare il divario tra strategia e attuazione, diffondere una cultura dell’innovazione a tutti i livelli e trasformare l’innovazione da priorità dichiarata a pratica quotidiana e sistemica. AIFIn, in qualità di Think Tank indipendente sull’innovazione finanziaria, continuerà la propria missione nel promuovere l’"innovazione di valore", a partire dall’ascolto e dal coinvolgimento degli stakeholder, per contribuire allo sviluppo di un sistema finanziario più evoluto, resiliente e sostenibile nel lungo periodo.
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